Giovedì, 20 Agosto 2015 18:37

Roma, il funerale di Vittorio Casamonica sulle note de ‘Il padrino’

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Interrogazione parlamentare di Sel 

ROMA - Un quartiere in tilt stamattina, quello della Tuscolana,  per i funerali di Vittorio Casamonica, 65 anni, esponente di spicco dell'omonimo clan. Un funerale per il quale non si è badato sicuramente a spese. “Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso” recitava un manifesto all’entrata della chiesa, quella di Don Bosco gremita di gente commossa. La stessa chiesa che il Vicariato aveva negato per i funerali di Pergiorgio Welby, militante del Partito Radicale, copresidente dell'Associazione Luca Coscioni, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia.

Una carrozza con bassorilievi dorati trainata da sei cavalli neri, un elicottero che ha lanciato petali di rose all’uscita del feretro. E poi ancora una banda che ha accompagnato il feretro sulle note de ‘Il padrino’. Così si sono svolti i funerali. La bara del defunto, con l’immagine di Padre Pio,  è stata successivamente caricata su una Rolls-Royce,  mentre la banda musicale ha suonato la colonna sonora di un altro celebre film: “2001 Odissea nello spazio”. Insomma una scena quasi surreale, se si pensa soprattutto che Vittorio Casamonica apparteneva al clan criminale omonimo, composto da nomadi, che negli anni '70 si stabilirono a Roma, grazie anche alla collaborazione con la Banda della Magliana. Col tempo avevano   occupato le zone sud-est della Capitale, per poi estendersi a Castelli Romani e sul litorale laziale con traffico di droga, estorsioni, usura e racket.  Eppure all’uscita dalla Chiesa alcuni hanno commentato: "Era una brava persona, corretto”.  

E allora ecco scoppiare il caso politico. Sel infatti ha immediatamente presentato una interrogazione parlamentare rispetto a quanto accaduto. Il capogruppo a Montecitorio, Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino, si sono di fatto chiesti come sia possibile celebrare un funerale in questa maniera. "Scene che sembrano prese da un film ma che accadono oggi nella realtà viva della Capitale del nostro paese. Non può essere consentito a nessuno l'apologia della malavita. Chiediamo che vengano prese le distanze da parte delle autorità religiose e pensiamo che le autorità civili debbano dare qualche risposta su quanto accaduto, a partire dalla questura. Quei funerali possono apparire un fenomeno di folclore, ma in realtà sono un messaggio chiaro di impunità da parte dei clan: esistiamo ancora e siamo potenti. Inaccettabile in uno stato democratico".  Dello stesso parere  il commissario romano del Pd, Matteo Orfini che sui social network ha commentato:"Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino".

Non si è fatto attendere neppure il commento di Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi che ha dichiarato: "Un messaggio di forza nei confronti dello Stato e una ricchezza ostentata il funerale di Vittorio Casamonica a Roma che si è svolto con la musica del padrino. Chiedo come sia stato possibile che nel centro di Roma un elicottero abbia potuto volare così basso e che un funerale così sfarzoso sia stato celebrato in una Chiesa”. Anche il sindaco Ignazio Marino ha definito la faccenda 'intollerabile'.  "Ho chiamato il Prefetto perché siano accertati i fatti con il dovuto rigore. È intollerabile che i funerali siano strumenti dei vivi per inviare messaggi mafiosi". Così sui social network Marino.

Don Ciotti: " Chi ha autorizzato i funerali?"

Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di 'Libera' ha dichiarato: "Le scene viste fuori dalla chiesa dove, con uno sfarzo e un dispiegamento di mezzi, banda musicale, elicottero che lanciava petali di rose, che immaginiamo autorizzato, si sono svolti i funerali di Vittorio Casamonica, non possono lasciarci indifferenti".  "Non è qui ovviamente in discussione - aggiunge - il diritto di una famiglia di celebrare i funerali di un suo membro e la partecipazione di amici e conoscenti. Grave è l'evidente strumentalizzazione di un rito religioso per rafforzare prestigio e posizioni di potere. Sappiamo che le mafie non hanno mai mancato di ostentare una religiosità di facciata, ''foglia di fico'' delle loro imprese criminali. Una volta di più', e a maggior ragione dopo la scomunica di Papa Francesco dei mafiosi e dei loro complici, è compito della Chiesa denunciarla e ribadire che non può esserci compatibilità fra la violenza mafiosa e il Vangelo". 

Alfano chiede relazione al prefetto Gabrielli

Nel frattempo il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha chiesto al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, una relazione sulla vicenda. Dal canto suo la Questura ha precisato che nessuna notizia relativa allo svolgimento dell'evento era stata comunicata. Per quanto concerne il sorvolo e il lancio di petali nell'area, sono in atto accertamenti con l'ENAC. Allo stato, tuttavia, risulta noleggiato un velivolo commerciale di una società privata in via di individuazione che, per ordinarie modalità di sorvolo in un area non interessata a restrizioni di sicurezza, non necessita di autorizzazioni.

 

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