Blog di Caterina Carbonardi

Mi chiamo Caterina Carbonardi e sono  Life & Business Coach – Associated Certified Coach presso La International Coaching Federation. PIU' INFO

Martedì, 23 Agosto 2016 12:07

Coaching o non, se le nostre vacanze ci hanno regalato un benessere fisico o mentale, come possiamo mantenerlo al rientro?

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Per molti si riparte in questi giorni con la quotidianità, fatta di impegni professionali e personali. Il rischio è di riprecipitare nella frenesia e di perdere immediatamente tutti i benefici, che il periodo, dedicato alle vacanze, ci ha regalato.

Per molti la ripartenza è un momento di entusiasmo, specie se nei mesi precedenti si è deciso di fare qualcosa a cui da tempo si pensa di dedicarsi, si è aspettato settembre in modo che il riposo ci possa aver regalato la giusta energia per affrontare il relativo impegno.

Per altri è un momento di disagio per il peso di attività meno amate, che si dovranno riprendere oppure semplicemente perché si stava troppo bene senza far nulla. Riflettere che comunque stare troppo tempo senza far nulla, in molti casi può portare alla noia e alla insoddisfazione. Se bisogna ripartire vale la pena farlo nel modo più congeniale alle nostre necessità. 

Comunque sia il momento iniziale è la fase più pesante e che ha maggior impatto e ci richiede lo sforzo maggiore. Il rischio è di passare dalla pace e il relax, ad una sensazione di ansia e stress. 

Pianificare un rientro graduale, fatto attraverso l’organizzazione della giornata, elaborando un piano che prevede la lista delle cose da fare, assegnazione delle priorità e soprattutto di spazi da dedicare ad attività che ci rilassano, è uno dei tanti modi per ricominciare in modo pressante. E’ anche un metodo, che se utilizzato tutto l’anno, ci permette di mantenere spazio utili per decomprimere lo stress che nascerà andando avanti nei momenti di maggior impegno. 

Affrontiamo la pianificazione con la metodologia proposta dal Coaching e non solo, poniamoci qualche domanda sul contesto, su quello a cui non vogliamo rinunciare, su quello che è necessario fare e su quello che non è proprio urgente. Partire dalle attività che ci fa piacere fare può esser un buon ammortizzatore del rientro. Facciamo degli esempi:

  • In vacanza ho avuto l’opportunità di camminare un’ora al giorno, nella mia pianificazione settimanale voglio mantenere questa sana abitudine, anche se magari non è possibile con lo stesso ritmo. Quanti e quali giorni a settimana è possibile per me mantenerla? Quanto tempo posso dedicare senza creare uno stress ulteriore alla mia giornata (1h, 30 minuti)? In quale momento della giornata? Cosa ce lo potrà impedire? Come prevenire?
  • Per quanto riguarda gli impegni professionali, quali sono i miei obiettivi? Su cosa voglio concentrarmi? Quali sono le attività importanti, prioritarie e utili ai miei obiettivi? Per arrivare ai miei obiettivi quali azioni devo compiere? 
  • Per gli impegni familiari o personali, cosa devo pianificare necessariamente entro settembre? Chi in famiglia può collaborare? Come posso essere distribuire i compiti?
  • Come possiamo assegnare le priorità in base al grado di urgenza e importanza? Osserviamo la nostra lista di cose da fare e decidiamolo con serenità e obiettività.

Prendiamo la nostra agenda settimanale, proviamo a segnare prima i momenti da dedicare ad attività che ci rilassano, anche con colori diversi, in modo da evidenziare quelle a cui assolutamente non vogliamo rinunciare, quelle che possiamo rimandare se proprio necessario e quelle che invece rappresentano un di più. Poi prepariamo la nostra lista delle cose da fare professionali e personali e assegniamo le nostre azioni in base alle riflessioni e pianificazione elaborate. 

Una buona pianificazione scritta porta il beneficio innanzitutto di liberare la mente dalla folla dei pensieri di cose da fare e che possono arrivare a stressarci più degli impegni reali che dobbiamo affrontare. 

Nella foto il mio compagno di passeggiate Leo, per me rappresenta il mio ammortizzatore naturale dello stress. Alla sera, comunque sia andata la mia giornata, passare un po' di tempo a camminare o giocare con lui, mi aiuta a rilassarmi e liberarmi da ogni pensiero prima del riposo serale. Nella mia agenda il colore che ho scelto per il mio impegno con Leo è verde, come i parchi in cui lo porto. A questo non rinuncio. 

Se poi mi immergessi nel verde di un parco, con un po' di fortuna, anche i miei pensieri diventerebbero verdi. Cit. Elena Carbonardi

 

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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