Mercoledì, 18 Maggio 2011 11:39

Insegnanti, chi sono, cosa pensano, come insegnano, …

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ROMA - A scuola ci hanno insegnato che noi italiani siamo un popolo, di santi, di navigatori, di  poeti, addirittura di eroi … ma nessuno ci ha detto che in realtà siamo un popolo di ‘credenti’, o di ‘non pensanti’ se preferite. Non pensanti nel senso che le nostre opinioni, che si cristallizzano in dogmi da tifoso, non si formano attraverso un pensiero, una ricerca, una informazione accurata della realtà; le nostre opinioni, assurte a vere e proprie credenze, si nutrono, non in modo irrazionale, come si potrebbe credere, ma in modo razionalissimo: “Questo mi conviene, e allora è vero e giusto, questo non mi conviene, e allora non è vero e non è giusto”.

Tutto questo modo di ‘non pensare’, agisce il più delle volte a livello inconsapevole: un individuo si trova con la sua valigia di percezione aprioristica della realtà … e ci crede, punto.
Se il Cavalier Berlusconi dice che gli insegnanti sono tutti degli sporchi comunisti che deviano i pensieri dei nostri ragazzi dalla retta via, la Sua, una buona parte degli italiani, almeno la metà, quella metà che per una strana percezione delirante vedono in lui un modello di essere umano, crede fermamente che gli insegnanti sono dei feroci bolscevichi che si mangiano il cervello dei nostri bambini. Se un tale Brunetta dice che gli insegnanti sono dei buoni a nulla e dei fannulloni, la metà degli italiani , sempre quella che ci fa respirare da anni quest’aria mefitica, vede, fantasticamente, gli insegnati aggirarsi fra i banchi dove bivaccano i nostri figli, in pantaloni corti e camicia havaiana, fumando marijuana a gogò.

Ironia? Sarcasmo? Si forse un po’, ma mica poi tanto.
In attesa che il popolo dei “credenti” si decida a passare il guado che li separa dalla realtà, per i pensanti ci sarà un incontro lunedì 23 maggio, nella libreria ‘Amore e Psiche’ di Roma, per parlare degli insegnanti  in Italia. Nell’incontro, che inizierà alle ore 16, verrà presentato un dossier molto importante per capire chi sono in realtà gli insegnati in italiani. Il titolo eloquente del lavoro, curato da Carlo Palumbo e Luigi Tremoloso, è ‘Un’indagine sugli insegnanti italiani -Valori costituzionali e comportamenti professionali’.

Riportiamo qui sotto alcuni brani, molto significativi, del comunicato stampa di Mario Ambel direttore della casa editrice ‘Editoriale Ciid’, che ha pubblicato il dossier: “... Questo dossier nasce da una insofferenza antica, da una esigenza quanto mai attuale e da una opportunità contingente ma di valore storico. L’insofferenza antica è il fastidio con cui da sempre sentiamo parlare di scuola da parte di chi ne sa poco o nulla, ma ne presume assai, basandosi su percezioni epidermiche e parziali, spesso pregiudiziali. L’esigenza quanto mai attuale è quella di fare il punto sulla professionalità docente in un momento in cui l’intero sistema dell’istruzione pubblica è sottoposto a torsioni quali non aveva mai dovuto sopportare nella sua ormai lunga storia. (…) Gli autori della ricerca hanno così inteso contribuire a una riflessione critica sulla professione docente e sul ruolo dell’istruzione che si inserisse nella tradizione di studi sui rapporti fra scuola e società, fra educazione e democrazia. E l’hanno fatto, gettando sulla scuola uno sguardo quasi generazionale, (…)  Ora ‘dossier insegnare’ pubblica il report completo della ricerca, che assolve al compito di restituire una rassegna di dati e una prima serie di ipotesi interpretative. (…) Leggendo l’intero volume si appurerà come l’indagine non implichi esiti di comodo o letture del tutto rasserenanti. Il quadro che ne emerge è ricco di stimoli, a partire dal rapporto non sempre lineare fra valori costituzionali certamente sentiti come vitali e comportamenti professionali non sempre

conseguenti. (…) Pubblichiamo quindi il volume nella speranza che possa servire per aprire un
confronto anche serrato e senza alibi su questioni complesse e attuali, alla cui soluzione sono dedicate la fatica e la passione che questo lavoro lungo e impegnativo ha comportato.”

Lunedì, 16 maggio Mario Pirani su La Repubblica, in un articolo dal titolo ‘Un Tac desolante della scuola italiana’, parla diffusamente di questo rivoluzionario dossier: “… che si potrebbe paragonare, - scrive Pirani - per l´accuratezza della documentazione e dei dati, a una Tac sullo stato di salute (o meglio di malattia) di quella che un tempo orgogliosamente si chiamava Pubblica istruzione. Se a qualcuno sta ancora a cuore il tema se lo procuri con la modica spesa di 9 euro. Potrà riflettere, per citare qualche dato, sul fatto che gli insegnanti italiani sono i più vecchi e i peggio pagati d´Europa, con una età media superiore ai cinquant´anni e un´assunzione che risale almeno a vent´anni orsono.” E finisce il suo articolo facendo questa ipotesi coraggiosa alla quale non si può fare a meno di aderire: “Abbiamo elencato solo alcuni dati di un dossier che se vigesse un codice per punire i delitti sociali potrebbe costituire l´atto di incriminazione di una intera classe politica.”
Confortati da questo autorevole giornalista non possiamo far altro che invitare docenti, genitori e studenti, ad intervenire numerosi a questo importante evento culturale.


Per maggiori informazioni
L’incontro si terrà lunedì 23 maggio dalle ore 16 alle ore 19, alla  Libreria Amore e Psiche - via Santa Caterina da Siena, 61- (Piazza della Minerva, Pantheon).

Presentazione del Dossier di Insegnare n. 1/2011:
Indagine sugli insegnanti italiani - valori costituzionali e comportamenti professionali.
(Il dossier è già in vendita presso la libreria ‘Amore e psiche’.)

Moderatore: Irene Baratta, associazione culturale Amore e Psiche
Intervengono: Giuseppe Benedetti: responsabile rubrica scuola di Left; Carlo Palumbo: coordinatore della ricerca; Mario Ambel: direttore di insegnare -  Editoriale Ciid.

Per ulteriori informazioni: Redazione insegnare, piazza Sonnino 13 - tel. 06 5803096 - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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