Venerdì, 10 Agosto 2012 16:25

Dieci mesi per Conte. La Juve non ci sta. Giocatori assolti

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Antonio Conte Antonio Conte

ROMA - Conte rimarrà lontano dalla panchina della Juventus per i prossimi dieci mesi. E’ questa una delle sentenze di primo grado emessa dalla Commissione Disciplinare della Federcalcio riguardante il terzo filone d’inchiesta sul calcio scommesse, nella quale erano coinvolti 35 tesserati e 13 società.

Squalifica che lascerà il tecnico bianconero lontano dalla squadra che domani sera affronterà il Napoli a Pechino nella finale di Supercoppa italiana. Per la Disciplinare, Conte è stato condannato per l’omessa denuncia relativa ai match Novara-Siena del 1° maggio 2011 e Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, quando ancora sedeva sulla panchina della squadra toscana. Al momento gli avvocati di Conte studiano le carte per avanzare eventualmente una richiesta di procedere in appello: si potrà fare dal 20 agosto alla Corte di Giustizia Federale. La Juve dovrà fare a meno anche del vice allenatore, Angelo Alessio, squalificato invece per otto mesi e del collaboratore tecnico Cristian Stellini, che però ha già lasciato il club dopo il patteggiamento di due anni e mezzo. Tuttavia, la squadra bianconera non dovrà pagare l’assenza del difensore Bonucci e del centrocampista Pepe, che invece sono stati assolti dalla Disciplinare. I due giocatori erano stati deferiti dalla Procura federale per la presunta partecipazione alla combine della partita Udinese-Bari del maggio 2010. Ma dall’organo di giustizia non è stato ritenuto credibile Andrea Masiello. Il proscioglimento di Pepe comporta anche l’assoluzione dell’Udinese, che per lui rispondeva per responsabilità oggettiva. Dunque, le parole di Andrea Masiello in relazione alla partita Udinese-Bari del 9 maggio 2010 risultano “in alcuni casi non veritiere, in altri non provate e in altri ancora smentite” dagli atti. Ecco perché la Commissione Disciplinare ha prosciolto Leonardo Bonucci, Salvatore Masiello, Nicola Belmonte e Simone Pepe dalle accuse formulate dalla procura della Federcalcio. La Commissione Disciplinare rileva che le dichiarazioni di Masiello in relazione alla combine non appaiono “credibili, non essendo univoche e certe; peraltro le stesse sono state puntualmente smentite da tutti i diretti interessati e non hanno trovato alcun riscontro oggettivo”. Questo vale per Bonucci, Belmonte e Salvatore Masiello, “coinvolti nel confuso e contraddittorio racconto”. “Nei loro confronti le dichiarazioni rilasciate da Andrea Masiello presentano contraddizioni sin troppo evidenti”. “Ma l’aspetto più importante che merita di essere approfondito è quello per cui non risulta in nessuna maniera che i compagni di Andrea Masiello abbiano percepito somme di denaro, quindi il compenso della presunta combine”, afferma la Commissione.

“Appare obiettivamente poco credibile, se non inverosimile, che i presunti sodali di Andrea Masiello, dopo avere aderito alla proposta combine e dopo avere ottenuto sul campo quel pareggio che sarebbe stato predeterminato a tavolino, non si siano interessati in nessun modo alla presunta vincita, ad esempio chiedendo al loro interlocutore notizie in ordine alla quantificazione della stessa, né tanto meno si siano curati di passare all’incasso” si legge negli atti della Disciplinare. La società bianconera manifesta comunque tutta la sua vicinanza al suo allenatore, nonostante la squalifica.  Infatti, secondo Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Juventus: “siamo di fronte ad una situazione in cui una persona dice una cosa e altre 23 affermano il contrario. Una situazione in cui il nostro allenatore è imputato sul nulla”. “Non abbiamo mai pensato ad un avvicendamento, così come a lui non è mai balenata l’idea di dimettersi. Lui è gestore di un gruppo che lo ha riconosciuto come leader, ma nella Juventus ci sono grandi campioni e siamo convinti che riusciranno a sopperire alla sua assenza”, conclude il dirigente. Per quanto riguarda le squadre, Lecce e Grosseto sono state escluse dal campionato di competenza di Serie B 2012/2013 e retrocesse in Lega Pro (e ammenda di euro 30.000 al Lecce). Solo un’ammenda di 30mila euro invece per il Bologna e l’Ancona (10.000 euro). Per il club rossoblu la Procura aveva chiesto due punti di penalizzazione e 50mila euro d’ammenda. La Disciplinare ha inoltre ha prosciolto da ogni accusa l’ex calciatore del Bologna - ora tesserato per i canadesi del Montreal Impact - Marco Di Vaio, mentre ha squalificato per sei mesi il difensore rossoblu Daniele Portanova, per il quale la Procura aveva chiesto 3 anni di stop. Si attendono ora le sentenze riguardanti il quarto filone dell’inchiesta di Napoli e Genova nel quale sono coinvolti Genoa, Sampdoria, Napoli e Lazio e i loro tesserati Domenico Criscito, Dario Dainelli, Omar Milanetto, Rodrigo Palacio, Giuseppe Sculli, Kakhaber Kaladze, Stefano Mauri, Matteo Gianello, Silvio Giusti e i fratelli Federico e Michele Cossato.

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