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ROMA – Batte la Roma, espugna lo Stadio Olimpico, cosa che non capitava dal lontano 1994, infila la settima vittoria in trasferta, eguagliando il proprio record in Serie A e, soprattutto, non perde la scia del Milan capolista, restando a sole tre lunghezze dalla vetta.

Il 2-0 con cui il Napoli si impone in casa dei giallorossi rappresenta per la squadra di Mazzarri una ulteriore conferma e l’ennesima iniezione di fiducia per un gruppo che non ha nessuna intenzione di mollare. Il volto da copertina dei partenopei è sicuramente quello di Edinson Cavani, matador dell’incontro con una doppietta. «Stiamo dimostrando di essere un gruppo unito e vogliamo lottare per raggiungere qualcosa d’importante – le parole dell’attaccante uruguaiano, capocannoniere del campionato con 20 reti -. È stata una bella partita ed è arrivata una vittoria meritata, cercata e adesso ce la godiamo. Dobbiamo continuare a lavorare e a dare tutto in campo». Nonostante l’importantissimo successo nè Cavani, nè tantomeno il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, se la sentono di parlare di obiettivo scudetto. «Quella parola lì non si pronuncia mai, fino alla fine – la scaramanzia dell’allenatore azzurro – Speravo in una prova così autorevole, venire all’Olimpico e riuscire a fare una partita del genere contro una Roma così adrenalinica non era facile. Abbiamo gestito bene la palla, tenuto il campo, abbiamo fatto un deciso salto di qualità. Siamo stati quasi perfetti». «Si vede che c’è lo spirito di squadra, i ragazzi in campo si aiutano e questo mi riempie di soddisfazione – aggiunge poi Mazzarri -. Lo sputo di Lavezzi a Rosi? Non è stato bello, ma è stato provocato e in quel momento si è sentito di rispondere. Ha sbagliato a reagire in quel modo, ma non dobbiamo dimenticare che è stato prima il romanista a sputargli sul collo. Per me quella di Rosi si tratta di una provocazione assurda e senza motivo, antisportiva. Lavezzi è stato molto sciocco a rispondere, ma credo che debbano essere valutati in maniera differente. Chi ha provocato ha più colpe». E sull’episodio non è tenero nemmeno Claudio Ranieri che, col proprio giocatore, non usa di certo parole dolci: «Rosi? Se ha sputato si tratta di un gesto inqualificabile. È la cosa più ignobile che si possa fare in una partita di calcio». «Ma è stato Lavezzi a cominciare con una gomitata a gioco fermo, solo dopo si sono scaldati gli animi – prova a difendersi Rosi -. Non credo di meritare tutte le colpe e comunque il mio sputo non lo ha colpito mentre il suo mi ha preso in faccia». A cercare di mettere la parola fine al bruttissimo ‘faccia a faccià tra i due giocatori tenta quindi il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: «Non credo servirà la prova tv perchè l’arbitro li ha già ammoniti in campo. Quindi se ha visto e ha sanzionato in quel modo credo che possa finire lì». A finire, però, è anche la corsa scudetto della Roma, distante adesso 13 punti dal Milan (ma con la gara di Bologna ancora da recuperare, ndr). Ne è consapevole anche Ranieri che infatti ammette: «Ora dobbiamo cambiare i nostri obiettivi, rimboccarci le maniche e vedere dove possiamo arrivare, non ci arrendiamo. È vero che abbiamo delle difficoltà, quest’anno non c’è la squadra dell’anno scorso, non c’è entusiasmo, non corriamo più come allora e bisogna capire perchè, senza cercare scusanti come può essere quella del passaggio di proprietà. Certamente sono colpevole anche io, ma non ho paura. A questo punto però lottare per lo scudetto mi sembra una parola grossa, ma non penso che basti una sconfitta per dire che il giocattolo si è rotto, per cancellare un anno e mezzo di lavoro». Nonostante l’amarezza, Ranieri rende merito agli avversari: «Il Napoli ha corso molto, ha giocato meglio, più determinato, ha avuto in mano la partita mentre noi abbiamo creato solo un’occasione nel primo tempo. Il rigore? Lo hanno dato quindi non c’è da discutere, certo dopo il gol è stata più dura perchè loro si chiudevano bene e ripartivano. Mi hanno impressionato, ho ammirato una grandissima squadra che mi ha ricordato la Roma dello scorso anno. Se non avranno cali lotteranno fino alla fine».

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