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P4. Per Berlusconi l’inchiesta si basa sul nulla. Tuonano i magistrati contro il premier

ROMA – Le parole pronunciate da Silvio Berlusconi, che ha definito la vicenda sulla P4 un’inchiesta che si “basa sul nulla” hanno scatenato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati.  

“Assistiamo al solito metodo: ancora una volta si tenta di delegittimare i magistrati in indagini che possono in qualche modo investire la politica”. Così il presidente dell’Anm Luca Palamara replica al giudizio negativo espresso dal presidente del Consiglio sull’inchiesta sulla P4. “Lasciamo lasciare i magistrati”, è l’invito del leader del sindacato delle toghe. “La rilevanza penale dei fatti sarà valutata nelle sedi competenti”.

Dello stesso parere ha replicato Piergiorgio Morosini, segretario di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra delle toghe: “L’attacco del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all’inchiesta dei pm napoletani sulla P4, costituisce la vera anomalia del nostro sistema istituzionale”.  Questa la dice lunga sul rispetto delle istituzioni che hanno certi personaggi politici. Un atteggiamento che costituisce la vera anomalia del nostro sistema istituzionale”.
Il leader di Md, fa notare che le vicende che stanno emergendo dall’inchiesta sono da verificare, ma  se dovessero essere confermate da elementi di prova, i magistrati fuori ruolo che hanno utilizzato i loro contatti nella magistratura per condizionare azioni penale e di autogoverno della magistratura dovrebbero essere almeno espulsi dall’Anm”. Morosini ha voluto replicare anche a Maurizio Paniz, capogruppo del Pdl nella Giunta per le autorizzazioni a procedere, che ha criticato l’inchiesta. “È sempre la solita musica – ha detto il togato – . In realtà il Parlamento è chiamato a valutare in maniera insindacabile l’esistenza del fumus persecutionis. La valutazione sulla gravità degli indizi spetta ad altri organi”. E poi aggiunge: “L”Italia ha sottoscritto la convenzione di Strasburgo, che oggi permetterebbe di contestare alle persone coinvolte nell’inchiesta il reato di traffico di influenza e consentirebbe  così di contrastare il fenomeno della corruzione in maniera efficace. La convenzione  c’è dal 1999, ma maggioranze di segno diverso – fa notare – non sono riuscite a tradurla in legge”.

Ma le dichiarazioni del premier suscitano sdegno anche al di fuori di Md. Marcello Matera, infatti,  segretario di Unità per la costituzione, la corrente di maggioranza dei magistrati, risponde così a chi lo interpella sul giudizio negativo espresso da Silvio Berlusconi sull’inchiesta napoletana sulla P4: “Niente di nuovo sotto il sole – dice il magistrato – sono dichiarazioni che sistematicamente vengono fatte di fronte a inchieste della magistratura, che invece deve avere la possibilità di svolgere liberamente il proprio lavoro». «Aspettiamo con serenità l’esito dell’indagine», è l’invito del leader di Unicost, secondo cui quello che sta emergendo dall’inchiesta  è molto inquietante e si ha la sensazione che siamo solo all’inizio. Non sta a noi dare giudizi sul merito dell’indagine; la politica invece si arroga questo diritto. Ma il limite che non va superato è quello della denigrazione”.

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