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ROMA – Per la prima volta nel Lazio la telemedicina entra all’interno di un carcere. I detenuti di Regina Coeli affetti da problemi cardiaci possono, infatti, contare su un nuovo servizio di telemonitoraggio e teleconsulto specialistico gestito da una struttura di eccellenza; il Dea cardiologico dell’ospedale San Giovanni di Roma.

Il progetto di telemedicina, proposto dall’ufficio del Garante dei detenuti del Lazio, è stato realizzato grazie al contributo della Regione Lazio, e alla collaborazione Dipartimento Regionale per l’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e le Aziende Sanitarie romane, San Giovanni – Addolorata e Rm A.
L’iniziativa è stata inaugurata questa mattina dal Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, dall’Assessore regionale agli Enti Locali e Sicurezza Giuseppe Cangemi, dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Maria Claudia Di Paolo, dal Commissario Straordinario Asl Roma A Camillo Riccioni, dal direttore generale  dell’ospedale San Giovanni Gian Luigi Bracciale e dal direttore di Regina Coeli Mauro Mariani.
Il progetto per Regina Coeli – dove ha sede un Centro Diagnostico e Terapeutico tra i più importanti d’Italia – intende ottimizzare il trasferimento dei detenuti/pazienti in ospedale, garantendo la riduzione dei costi del sistema e un servizio di qualità. La novità della telemedicina è, infatti, quella di fornire valutazioni diagnostiche, notizie e prescrizioni prognostico-terapeutiche muovendo le informazioni al posto del paziente.
All’interno del Centro Diagnostico del carcere è stata installato un elettrocardiografo connesso in rete con il reparto di Telemedicina del “San Giovanni” che consente di effettuare un teleconsulto specialistico internistico asincrono e un teleconsulto specialistico cardiologico sincrono in qualsiasi momento del giorno e della notte, permettendo ai sanitari che operano in carcere di gestire con maggiore efficacia l’aspetto clinico e di razionalizzare gli accessi al pronto soccorso del territorio.
“Il progetto pilota di telemedicina inaugurato oggi a Regina Coeli – ha affermato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini – è un servizio innovativo, primo in Italia, che va nella direzione della prevenzione e della cura e garantisce interventi di maggiore efficienza per i pazienti e di ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse. Una iniziativa che vede la Regione Lazio protagonista e che si inserisce nella più ampia e complessa azione messa in campo da questa amministrazione per garantire i diritti dei detenuti. Il nostro impegno, insieme alla collaborazione del Garante, proseguirà su questa strada per continuare a migliorare le condizioni dei detenuti e degli agenti della polizia penitenziaria che operano nelle carceri”.
“Oggi vediamo nascere un servizio che abbiamo fortemente voluto – ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – a tutela del diritto alla salute e al miglioramento della qualità della vita che, in carcere, sono le prerogative personali più disattese. Le norme di legge sanciscono, infatti, che detenuti ed internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione di prestazioni sanitarie efficaci ed appropriate. Sotto questo punto di vista, il ricorso ad uno strumento tecnologicamente all’avanguardia come la Telemedicina, permetterà di fornire cure a distanza, consentendo non solo di limitare i costi di gestione ma, soprattutto, di evitare che la privazione della libertà personale possa voler dire un ostacolo insormontabile all’accesso alle cure di cui si ha bisogno”.

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