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ROMA – Sono tante notizie che si rincorrono sul decreto che riguarda la sanità  che andrà in discussione venerdì al consiglio dei ministri.

Un decreto che mette insieme provvedimenti che niente hanno a che fare l’uno con l’altro  e che il ministro Balduzzi unifica con una generica difesa della salute. Frase  già sentita, se non diamo errati dallo stesso Monti e molto usata dal ministro  Elsa Fornero. Insomma la tassa sulle bibite gassate  sarebbe un modo per salvaguardare la nostra salute e cambiare le nostre abitudini, fra cui appunto quella di consumare  acqua minerale  frizzante, gassata e altre bibite , dalla coca cola al chinotto. L’acqua minerale non frizzante dovrebbe essere esclusa non avendo le  bollicine. In realtà la tassa, ,lo dice lo stesso ministro, dovrebbe servire per interventi a favore dei non autosufficienti.

Insomma ciò significa che siamo proprio alla frutta se ci vogliono tasse ad hoc per garantire  a tanti cittadini il diritto alla assistenza. Il ministro annuncia così un piano di interventi programmati a favore delle persone non autosufficienti e di ciò prendono  atto positivamente i sindacati dei pensionati  Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil  che però chiedono chiedono “l’apertura immediata di un tavolo di confronto per gettare le basi del Piano Nazionale per la non autosufficienza sulla base dei contenuti della piattaforma sindacale già presentata.”  Affermano le tre organizzazioni che “ Il  decreto per la razionalizzazione dell’attività assistenziale e sanitaria interviene sulla non autosufficienza, in modo non organico non definendo linee di intervento coerenti con gli impegni assunti dallo stesso Ministro della Salute.” I Sindacati dei pensionati-prosegue il comunicato-“ nel valutare positivamente la decisione di varare un Programma Nazionale per la non autosufficienza e la definizione di un piano personalizzato di intervento per la cronicità,  chiedono al contempo una revisione dell’articolo 6 del Decreto, in modo particolare per quanto concerne la rimodulazione dell’indennità di accompagnamento che rischia di minare in profondità qualsiasi programma nazionale per la non autosufficienza.” “Un diritto soggettivo –conclude il comunicato-che rischia di essere messo in discussione, senza produrre effettive risposte ai bisogni di servizi, prestazioni socio sanitarie integrate, di cui le persone non autosufficienti e le loro famiglie necessitano.Occorre attivare una sinergia tra Stato, Regioni e Comuni per una seria riforma del sistema di assistenza agli anziani e agli adulti con disabilità.” Da qui la richiesta di incontro avanzata  al ministro.

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