Libri. “Ultimo segreto”: l’ultimo di Dan Brown

Tempi duri per i grandi bestselleristi d’oltreoceano e d’oltre Manica

  Mentre i media di ogni tipo dibattono su grandezza e servitù dell’intelligenza artificiale, e i grandi della Terra dai rispettivi posti di comando fanno a gara per aggredire nazioni inermi e popoli pacifici, o danno il buon servito a dittatorelli sudamericani, come possono i John Grisham, i Ken Follet, i Rowling, i Tolkien a scodellare nuove storie che siano stupefacenti, almeno quanto l’ultimo telegiornale della sera? 

  Merito, dunque a Dan Brown, che ancora una volta colpisce per inventiva. Il suo Ultimo segreto, (Rizzoli, euro 27,00), ottocento pagine da leggere tutte d’un fiato (se non ne avete abbastanza ricorrete ad una bombola) propongono un’impresa spazio-temporale che ha davvero qualcosa di avveniristico, partendo dalla domanda: ma, la coscienza dove risiede, nel cervello, nel cuore o altrove? 

  A caccia della risposta l’autore mette una coppia di giovani ricercatori i quali passano per disavventure davvero imprevedibili, che hanno un’ambientazione stupefacente: un ex rifugio atomico, un castello di Praga, un laboratorio sotterraneo dove si manipolano cervelli come fossero pizze margherita e dove torna in pista un vecchio arnese della fantascienza classica, come il cosiddetto Golem che tanto piaceva ai lettori del secolo scorso.

 L’importante è tendere ad arrivare alla fine per sapere se a vincere sono i buoni o i cattivi, tanto è intricata la vicenda che è difficile fare previsioni se non nelle ultimissime pagine. 

   E in questo Dan Brown è un vero maestro. 

Impossibile anticipare altro: il lettore si fidi per una volta del suo recensore e corra a scoprire l’ultimo segreto. Prima che la Cia, quella vera, non riesca a bloccare le vendite del libro, come è spiegato nel volumone (e non sai quanto ci sia di vero e di inventato). 

Meglio affrettarsi: con i poteri occulti statunitensi non c’è più da fidarsi.

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