Adelphi. “Io e altri animali” di Gerad Durrell dal 3 marzo in libreria

« Passavamo l’intera giornata in perlustrazione, ma a mezzogiorno puntavamo verso la costa e il mare blu scintillante per fare il bagno, mangiare la merenda che ci eravamo portati (Roger aveva una passione per uva e mandarini) e poi, mentre io dormivo all’ombra dei giganteschi ulivi, lui andava a pescare. O, per essere più precisi, tentava di pescare. Il fatto di non riuscire a catturare mai nulla non lo scoraggiava minimamente, così come non scoraggia il pescatore umano. 

Entrava nelle acque basse, limpide come il gin, e camminava adagio con il muso rivolto verso il fondo – la concentrazione fatta cane. A un certo punto, un granchio o un pesciolino guizzavano via dalle zampe lanose. Allora Roger si tuffava con il muso sott’acqua, chiudeva di scatto le mascelle, dopodiché riemergeva fra starnuti e colpi di tosse – perché non imparò mai a trattenere il fiato – e ovviamente senza granchio né pesce. 

Ma imperterrito, ricominciava da capo, riempiendosi le narici ancora una volta di acqua salata. Non si stancava mai di quel gioco e poteva restare per ore a camminare in cerca di prede tra i fondali bassi. A un certo punto ci trasferimmo in una villa vicinissima al mare e, quando Roger spariva, sapevo sempre dove trovarlo: era andato a pesca ».

Gerald Durrell, Io e altri animaliTraduzione di Mariagrazia Gini

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