Libri. “L’enigma di Patmos e la Nuova Era della Terra”: utopia di pace e benessere universale

Il 5 maggio presso la prestigiosa “Sala Caduti di Nassirya” in Senato è stato presentato il romanzo: “L’enigma di Patmos e la Nuova Era della Terra” di Francesco Venerando Mantegna su iniziativa del senatore Salvatore Sallemi. 

Ha moderato sapientemente l’incontro, la giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni, che ha introdotto gli interventi degli ospiti convenuti: il senatore Salvatore Sallemi, il professore  Giuseppe Limone, ordinario di filosofia della politica e del diritto, l’avvocatessa e presidentessa di ANAS (Associazione Nazionale di Azione Sociale) REGIONE LAZIO APS Maria Lufrano e l’avvocato Angelo Caliendo, componente del Consiglio Direttivo di “Eurispes”. 

All’attenzione degli astanti che hanno gremito la sala è stato portato il romanzo dell’architetto Francesco Venerando Mantegna, presidente dell’Associazione internazionale “Conferenza Mediterranea”, già esperto tecnico scientifico del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Foto Rita Ricci

Ad aprire la conferenza, il senatore Sallemi promotore dell’iniziativa culturale che ha «espresso grande apprezzamento per l’autore e per l’opera in virtù del suo collegamento con l’attualità», soprattutto «nel riferimento ai governanti che invece di coltivare la pace, seminano la guerra». Ed è per questo parallelismo con l’attualità che «ha meritato di essere presentato in Senato, in una sala dal nome tanto prestigioso per la storia del nostro Tricolore». 

La parola passa poi al prof. Limone, curatore della prefazione del libro che lo definisce «un romanzo romantico per la passione e il senso di utopia che lo pervade». Afferma il poeta e saggista che quest’opera non si può definire afferente a un genere specifico bensì «sviluppa in sé più filoni narrativi – storico misterioso filosofico teologico oceanografico – che ne costituiscono l’unicità stilistica». Pone altresì l’accento «sull’aspetto profetico del romanzo, che scava nel destino del mondo, sull’atavico scontro tra il bene e il male, con uno sguardo rinnovato sul mondo». 

Un’analisi lucida e puntuale condivisa da tutti i presenti, anche dall’avv. Maria Lufrano che «sottolinea l’importanza di riportare l’amore al centro della scala dei valori mondiale e di ripartire da questo sentimento per ricostruire la società in un momento di crisi». Dello stesso parere anche la moderatrice, la giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni che afferma: «L’importanza di ripartire da Eros e non da Thanatos – citando Freud – per coltivare un nuovo mondo, più equo e solidale, come auspicato nel romanzo». 

L’avv. Caliendo, si sofferma, invece sulla scorrevolezza del libro, che racchiude in sé «diversi piani narrativi scritti in maniera chiara e appassionante» e a sua volta «ne enfatizza la visione profetica». E riferendosi, invece, alla situazione globale in qualità di esperto di Eurispes (Istituto di Ricerca degli Italiani)  dichiara «che è in corso una crisi della governance sistemica in un mondo fortemente interconnesso, che è possibile affrontare soltanto con un piano interdisciplinare che integri responsabilità e umanità». 

Foto Rita Ricci

In conclusione, l’autore Francesco Venerando Mantegna elogia l’esegesi interpretativa del prof. Limone definendolo: “una fiaccola di saggezza” e illustra lo sviluppo narrativo su più scenari de “L’enigma di Patmos e la nuova Era della Terra”. Il primo scenario che mette in campo l’eterna lotta tra il bene e il male che si estrinseca nella guerra; il secondo che riguarda sia l’amore romantico tra i due archeologi Andrés ed Helene, sia quello spirituale del professore prof. Karaiannis verso i suoi studenti e l’ultimo che si incentra sulla fondazione di una nuova società sul modello del pianeta Arthoes all’insegna dell’armonia. «La felicità che assurge a un’utopia possibile anche per il pianeta Terra» conclude l’autore. 

Come afferma anche il prof. Limone, che dichiara: «La nostra società non procede verso “una nuova apocalisse” intesa come “rivelazione”, ma bensì verso la catastrofe e l’annientamento che è possibile contrastare solo attraverso il risveglio delle coscienze e una cittadinanza attiva, come espresso nel romanzo che ne è una grande metafora». « È il bene che andrebbe nuovamente posto a obiettivo della politica e della deontologia» afferma il professore. Il bene comune come fine ultimo, come teorizzava Platone e il benessere come priorità intesa come “stare bene insieme” e convivere pacificamente. Un romanzo consigliato anche ai più giovani, per aprire il cuore e la mente verso l’Amore Universale e una nuova era di pace.

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