Dall’inquinamento ai cambiamenti climatici, dall’alimentazione alle disuguaglianze sociali: comprendere le cause dei tumori del sangue significa oggi guardare alla salute come a un sistema integrato. È questo il messaggio che emerge dal volume presentato all’Università di Palermo.
La lotta contro leucemie, linfomi e mieloma passa sempre più attraverso la prevenzione e la consapevolezza del legame indissolubile tra salute umana, ambiente e qualità della vita. È il principio dell’approccio One Health, oggi considerato una delle strategie più avanzate per affrontare le grandi sfide sanitarie del nostro tempo.
Proprio a questo tema è dedicato il volume “L’impatto dell’ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico”, presentato presso lo Steri, sede di rappresentanza dell’Università degli Studi di Palermo. Il libro, promosso da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma con il coinvolgimento di AIL Palermo-Trapani e dell’ASP Palermo, è curato da Aurelio Angelini e Mariaclaudia Cusumano.
One Health: la salute non riguarda solo il singolo individuo
Il volume pone al centro una riflessione sempre più urgente: la salute delle persone non può essere separata dalle condizioni ambientali in cui vivono. L’approccio One Health riconosce infatti che la salute umana è strettamente connessa a quella degli ecosistemi, della biodiversità e delle comunità.
In questo contesto, fattori come l’inquinamento atmosferico, la contaminazione del suolo e delle acque, l’esposizione a sostanze chimiche pericolose, gli effetti dei cambiamenti climatici e gli stili di vita non salutari possono contribuire ad aumentare il rischio di numerose patologie, comprese quelle onco-ematologiche.
Tumori del sangue e fattori ambientali: una correlazione sempre più evidente
Le evidenze scientifiche raccolte negli ultimi anni mostrano come molte malattie oncologiche e del sangue siano influenzate da una complessa interazione tra predisposizione genetica, esposizioni ambientali e comportamenti individuali.

Il libro approfondisce proprio queste correlazioni, analizzando il ruolo dell’inquinamento ambientale, della qualità dell’alimentazione, delle condizioni socioeconomiche e degli effetti della crisi climatica sull’aumento delle patologie ematologiche e oncologiche.
L’opera evidenzia inoltre come le disuguaglianze sociali possano amplificare i rischi sanitari, rendendo alcune fasce della popolazione più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento e alle difficoltà di accesso alla prevenzione e alle cure.
La prevenzione come prima forma di cura
Uno dei messaggi più importanti emersi dalla presentazione riguarda la necessità di investire in prevenzione primaria. Ridurre l’esposizione agli agenti inquinanti, promuovere una corretta alimentazione, incentivare l’attività fisica e migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare tumori del sangue e altre patologie croniche.
La visione One Health suggerisce infatti che proteggere l’ambiente significa proteggere direttamente la salute delle persone. Monitorare la qualità dell’aria, ridurre le emissioni inquinanti, preservare gli ecosistemi e favorire stili di vita sostenibili non sono soltanto obiettivi ambientali, ma vere e proprie strategie di salute pubblica.
Un nuovo modello per la sanità del futuro
La presentazione del volume all’Università di Palermo ha rappresentato un importante momento di confronto tra mondo scientifico, istituzioni e società civile. Il messaggio condiviso è chiaro: affrontare la crescita delle patologie oncologiche richiede una visione multidisciplinare capace di integrare medicina, ricerca ambientale, politiche sociali e sostenibilità.
In un’epoca caratterizzata da cambiamenti climatici, urbanizzazione crescente e nuove sfide sanitarie globali, il modello One Health si conferma una delle chiavi più efficaci per costruire un futuro in cui la salute delle persone e quella del pianeta procedano nella stessa direzione.



