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Il regista inglese: Ho abbastanza benzina per un altro piccolo film”

MILANO – “Il centro sinistra non esiste. Puoi essere a favore del mercato e della deregulation e allora sei a destra, oppure essere favorevoli ad un’economia pianificata e alla proprietà comune e allora sei a sinistra. Bisognerebbe dire a certi politici che quando uno sta al centro della strada di solito viene investito

E’ uno dei registi più impegnati politicamente. I suoi film trasudano di ideologia e rivendicazioni sociali. Figlio di operai, ha sempre raccontato le storie degli ultimi, dei poveri, degli oppressi e dei vinti. La sua vena polemica è nota come la sua profonda ironia nel trattare anche tematiche drammatiche.

Ken Loach non smette mai di stupire. Come alcune sue ultime dichiarazioni che hanno suscitato apprensione tra i suoi numerosi fans. “Ho abbastanza benzina per un altro piccolo film”, parola di Ken Loach. All’ultimo festival di Cannes il cineasta ha presentato l’apprezzato “Jimmy’s Hall” che era annunciato come l’ultimo film del 77enne regista britannico. Ebbene, no, anzi, forse no. E’ stato lo stesso Loach a smentire le voci. 

Intanto “Jimmy’s Hall”, che è molto piaciuto alla critica, è un dramma in costume ambientato nell’Irlanda del 1932, con flashback di 10 anni prima all’epoca della Guerra Civile, ruota intorno a Jimmy Gralton (Barry Ward) di ritorno al natio villaggio di County Leitrim per badare all’anziana madre dopo una decade passata in America: un leader, un attivista questo Jimmy, ma la sala da ballo, la Hall del titolo, che fu un’autentica risorsa per la comunità ora è chiusa, dunque, non sarà il caso di riaprirla? E’ una storia vera, in cui entrano fascisti, preti e la caccia alle streghe comuniste, e appunto non sarà l’ultimo film di Ken Loach, che durante la lavorazione aveva fatto intendere il prossimo ritiro: “L’ho detto in un momento di massima pressione, quando non avevamo girato ancora nulla e la montagna che ci trovavamo davanti era molto alta: ho pensato che non avrei potuto bissare l’esperienza”. Ma ora la situazione è cambiata: “Vedremo la Coppa del Mondo e poi vedremo che porterà l’autunno…”. Aggiungendo: “Mollare è un duro lavoro”. A oggi la più grande produzione di Loach, sempre scritto dal fido Paul Laverty, “Jimmy’s Hall” ha segnato la dodicesima partecipazione del regista verso la Palma d’Oro: finora di premi a Cannes ne ha vinti nove, tra cui la Palma del 2006 con “Il vento che accarezza l’erba”, ambientato proprio durante al Guerra Civile irlandese. Anche con “Jimmy’s Hall” rimane intatta la passione di Loach per la pellicola, a scapito del digitale: anche al montaggio, solo celluloide, perché “puoi controllare i risultati del cricket, puoi prenderti un caffè: è un modo molto più umano di lavorare”.

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