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ROMA –  Durante la  conferenza stampa che si è svolta a Roma l’11 febbraio 2016  nella sede dell’Aicig, l’Associazione Italiana Consorzi  Indicazioni Geografiche, di cui fa parte il Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana, è stato presentato  il resoconto dei dati relativi all’anno 2015 relativi alla  produzione e controllo della mozzarella di Bufala Dop.

Numeri importanti caratterizzano l’anno 2015 della Mozzarella di Bufala Campana Dop: una produzione che supera i 41 milioni di kg, oltre 160 milioni di kg di latte trasformato, 102 caseifici coinvolti e 1371 allevamenti iscritti all’organismo di controllo. Valori che pongono la Dop Mozzarella di Bufala Campana al vertice delle produzioni certificate del centro sud Italia e tra le prime a livello nazionale: quarto formaggio Dop italiano per volume, terzo per valore della produzione. L’export rappresenta il 25% della produzione certificata, con una tendenza all’aumento vista la crescente popolarità sia nei mercati consolidati come la Francia, Germania e Stati Uniti, sia in nuove destinazioni come il Medio Oriente, Sud-Africa e America Latina. Questo grande interesse all’estero impone al Consorzio un aumento delle attività di vigilanza. Proprio nei prossimi giorni sarà presentata una collaborazione tra i principali Consorzi di tutela italiani in merito ad attività sui mercati esteri.

“E’ stato un anno importante – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Domenico Raimondo – con un forte incremento delle vendite ed un interesse crescente verso il nostro prodotto da parte di nuovi mercati. È opportuno consolidare questa crescita”.

 Ad illustrare questi  dati è stato il neo Direttore  Pier Maria Saccani:” L’incremento di produzione che dal 2014 al 2015 è stato del 7%  anche grazie alla crescente fiducia che il consumatore ha dimostrato  verso il  Consorzio, nonostante le ultime vicenda legate alla diossina e alla produzione in zona “Terre dei fuochi “. 

 A questo proposito Franco Valfrè, presidente del Dipartimento Qualità Agroalimentare (Dqa)  ha tenuto a precisare  che dei 1.575 allevamenti censiti nel 2015, solo uno è risultato essere nelle vicinanze della “Terra dei fuochi”. Di questi 1.575 allevamenti poi solo una minima parte, cioè 204, sono usciti dal piano dei controlli  a causa della  chiusura attività dovuta alle piccole dimensioni aziendali, incapaci a sostenere i costi e i ritmi richiesti dal mercato e  per passaggio di consegne da padre in figlio. Ha poi ripercorso le fasi della collaborazione avviata tre anni fa tra il Dipartimento Qualità Agroalimentare e la filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop: “dall’incontro sono emerse le principali criticità del settore e le azioni da porre in essere per affrontare le diverse situazioni esistenti all’interno del comparto. Siamo ora al termine di un triennio di attività e – come emerge anche dai dati evidenziati dal direttore tecnico del Dqa Michele Blasi – i risultati ottenuti appaiono sicuramente positivi, non solo per quanto concerne le risposte fornite al piano dei controlli previsti dal Disciplinare ma anche perché comprovano la trasparenza e la sicurezza dell’intera filiera”.

Circa la stagionalità del prodotto e l’aumento del consumo, maggiore nei periodi estivi e minore in quelli invernali, Michele Blasi, responsabile tecnico Dqa, e lo stesso direttore Saccani hanno confermato che la destagionalizzazione è ormai avvenuta quasi totalmente, grazie ai parti differiti in diversi momenti dell’anno che permettono di reperire il latte bufalino da gennaio a dicembre e, in base alla quantità prodotta, in alcuni casi di dirottare fino al 45% circa di latte ad altre produzioni, aumentando o diminuendo la percentuale a seconda dei periodi

Ha concluso  Saccani : “La mozzarella è il terzo formaggio Dop in Italia ed è un prodotto di punta per l’Italia all’estero, con un fatturato in continuo aumento. É quindi indispensabile anche il monitoraggio dei mercati esteri ed è ciò che stiamo pensando di fare unitamente  ad altri importanti consorzi come quello dell’Aceto balsamico di Modena, del Parmigiano Reggiano ed altri. Bisogna assolutamente  escludere l’utilizzo di latte bufalino congelato per rispondere all’aumento di richiesta in provenienza  dall’estero”.

  

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