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Foto ricordo sulla tomba di Harry Potter

ROMA – Gli amanti di Harry Potter, il celebre maghetto creato da J.K. Rowling, possono continuare a dormire sonni tranquilli.

Il loro personaggio preferito gode di ottima salute e continua a riscuotere successo in libreria e al cinema, confermandosi come uno degli eroi letterari più amati da grandi e piccini.

Non tutti sanno, però, che nel cimitero di Ramla, cittadina non lontana da Tel Aviv, c’è una lapide che custodisce le spoglie di un diciannovenne, tale Harry Potter, soldato inglese al servizio di Sua Maestà ucciso a Hebron nel 1939, durante il mandato britannico in Palestina. E’ bastata l’omonimia con il famoso maghetto per mettere in moto l’ennesimo caso di turismo dell’orrore. Da circa cinque anni, infatti, prima con un passaparola di immagini e messaggi su Internet, poi con l’arrivo dei primi pullman, frotte di turisti si fanno immortalare sulla tomba del soldato. E così, con una macabra foto ricordo, si compie la celebrazione dell’horror, che dalla fiction si sposta su un reale palcoscenico sepolcrale. Nessuno, infatti, sembra mosso dalla pietà per i poveri resti del ragazzo che, proprio lì, dovrebbe godere del riposo eterno. “Lo sappiamo benissimo e lo diciamo, che questo Harry Potter non c’entra nulla con quello dei libri – spiega candidamente Ron Peled, guida israeliana – ma alla gente non importa: basta il nome, per venderlo. Ci chiedono di vedere la tomba. E noi li portiamo”.

Ben presto sono anche fiorite le solite leggende metropolitane che vorrebbero la Rowling parente proprio del soldato inglese, al cui nome si sarebbe ispirata per il protagonista della saga. Di più, c’è anche chi sostiene che, prima o poi, il personaggio letterario si incontrerà con il suo alter ego, fantasma, nei pressi del cimitero palestinese. Leggende a parte, è un dato che l’invasione turistica alla ricerca del macabro souvenir stia portando alla piccola cittadina palestinese notorietà e introiti economici insperati. “Siamo solo felici che queste vicende, casuali e misteriose, attraggano turisti dalle nostre parti”, dichiara il sindaco di Ramla. E non potrebbe essere altrimenti. La laboriosa macchina del marketing è già all’opera: sul sito web che elenca le bellezze della cittadina, fra il Minareto dei 40 Martiri e la Piscina di Sant’Elena, da quest’anno c’è pure la Tomba del Maghetto. Con buona pace dell’ignaro soldato britannico, giunto in Palestina negli anni Trenta per una gloria che, a quanto pare, sta ricevendo postuma solo nel Duemila. E per un’omonimia che nulla ha a che vedere con il suo servizio reso per la patria.

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