Venerdì, 15 Ottobre 2010 12:35

“Primi della strada”: sport e impegno sociale

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ROMA - Ultras che decidono di abbandonare le curve per non essere “complici”, e per non essere schedati dalla tessera di Maroni. Perché credono in un calcio e in uno sport diversi: meno interessi e più impegno; meno spettacolo e più comunità.


Arriva da Terni una storia di sport popolare e militante. E’ quella della neonata associazione sportiva dilettantistica “Primi della strada”, che il 22 ottobre affronterà il primo match casalingo nel campionato ternano Uisp. Un centinaio di soci, e una rosa molto numerosa. “Problemi per l’allenatore”, ci dice scherzando il presidente Matteo Verticchio.

Partiamo dal nome…
“E’ una realtà formata da ragazzi che vivono i quartieri, le strade. Un modo concreto per dire che dalla strada non nascono soltanto situazioni di degrado. Per rivendicare con orgoglio gli ideali con i quali siamo cresciuti”.

Parlaci della vostra esperienza
“Il calcio per come lo conosciamo è arrivato ad un punto di non ritorno. In cui predominano gli interessi economici e non c’è più interesse a salvaguardare il significato culturale dello sport più amato al mondo. La componente più pulita. Noi abbiamo scelto la strada del calcio popolare. L’associazione nasce da diverse realtà. Ci sono centri sociali e forze politiche, ma soprattutto molti ultras della curva est della Ternana cha hanno deciso di non entrare più allo stadio. Cerchiamo di coniugare lo sport con l’impegno politico. Siamo un’associazione che si professa comunista e cerchiamo di essere vicini alle problematiche della gente”.

Come mai avete deciso di non andare più allo stadio?
“Dieci anni fa è iniziato un percorso, partito dai biglietti nominali, per passare dal Daspo e arrivare fino alla tessera del tifoso. Un percorso che ci ha portati alla fine della sopportazione. Abbiamo deciso di non essere complici di questo sistema, che ci ha sempre descritti come “la cornice”. Noi invece ci sentiamo di essere “il quadro” e soprattutto vogliamo continuare a rimanere persone libere”.

Perché avete scelto di partecipare al Campionato Uisp?
“Perché crediamo che la Lega calcio Uisp non sia collusa con il “sistema-calcio”. Ci sono meno interessi in gioco ed è uno sport più popolare, più alla portata della gente”.

Prossimi appuntamenti e progetti futuri?
“Stiamo lavorando all’apertura di una palestra popolare, in collaborazione con il comune e la provincia. Vorremmo creare un punto di riferimento per i giovani. Un luogo di aggregazione in cui lo sport sia il fulcro per tante altre iniziative. Un posto dove allenare la conoscenza con una libreria e un cinema”.

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