Crisi del settore energetico. Nuovo rischio sistemico?

ROMA – Uno degli effetti dei Quantitative easing delle banche centrali è stato quello di provocare un certa volatilità sui prezzi delle commodity. Il solo annuncio del Qe europeo da parte della Bce, come è noto,  in quel periodo determinò variazioni quotidiane fino al 9% del prezzo del petrolio. 

Crisi del settore energetico. Nuovo rischio sistemico?

ROMA – Uno degli effetti dei Quantitative easing delle banche centrali è stato quello di provocare un certa volatilità sui prezzi delle commodity. Il solo annuncio del Qe europeo da parte della Bce, come è noto,  in quel periodo determinò variazioni quotidiane fino al 9% del prezzo del petrolio. 

Crisi del settore energetico. Nuovo rischio sistemico?

ROMA – Uno degli effetti dei Quantitative easing delle banche centrali è stato quello di provocare un certa volatilità sui prezzi delle commodity. Il solo annuncio del Qe europeo da parte della Bce, come è noto,  in quel periodo determinò variazioni quotidiane fino al 9% del prezzo del petrolio. 

Recessione? Segnali positivi, ma non sufficienti

ROMA – Basta poco, troppo poco, per accendere gli entusiasmi.Il fatto che il PIL sia tornato a crescere nel primo trimestre, come fa notare l’Istat, è senz’altro una notizia positiva e incoraggiante. Ma parlare addirittura di “risultati superiori alle attese” per una crescita del +0,3% appare, francamente, esagerato.Si tratta di un timido segnale, ancora incerto […]

Recessione? Segnali positivi, ma non sufficienti

ROMA – Basta poco, troppo poco, per accendere gli entusiasmi.Il fatto che il PIL sia tornato a crescere nel primo trimestre, come fa notare l’Istat, è senz’altro una notizia positiva e incoraggiante. Ma parlare addirittura di “risultati superiori alle attese” per una crescita del +0,3% appare, francamente, esagerato.Si tratta di un timido segnale, ancora incerto […]

Recessione? Segnali positivi, ma non sufficienti

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Pensioni. Boeri bacchetta il governo, ignavia di Stato

ROMA – Tito Boeri, presidente dell’Inps, torna, per la terza volta in pochi giorni, sul concetto di quella che definisce «l’ignavia di Stato», ossia «l’atteggiamento, da parte del decisore politico, di grossa sottovalutazione del problema dell’informazione dei contribuenti», quando avvenne, venti anni fa, il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo.

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