La Biennale teatro. 52° Festival: Shakespeare secondo Tim Crouch

VENEZIA – Mercoledì 26 giugno la Biennale Teatro accende i riflettori su Tim Crouch. L’autore e regista inglese, andrà in scena con la sua ultima riscrittura shakespeariana Truth’s a Dog Must to Kennel, spin off del celebre Re Learnelle Sale d’Armi dell’Arsenale (ore 21.00).

Truth’s a Dog Must to Kennel è un esercizio d’immaginazione. Tim Crouch entra in scena con addosso un visore VR. L’autore e regista inglese, vincitore di un Obie-Award, tante volte impegnato a dar voce a quei personaggi che nelle storie del Bardo sono marginali, questa volta prende Re Lear e fa del suo Fool il protagonista. Annuncia Tim Crouch al pubblico: “Questa è una esperienza dal vivo, interattiva e immersiva del mio personaggio, il Fool, che abbandona il mondo del Re Lear di William Shakespeare”.

Dentro e fuori il palcoscenico, dentro e fuori Re Lear, Tim Crouch tramite il visore è in un teatro virtuale in cui sta andando in scena la tragedia di Shakespeare. Ci sono le sedie, il buio, un palco con dei personaggi. Non è ancora arrivato l’intervallo quando il Fool, come da copione, esce di scena. Crouch toglie il visore. Tutto quello che ha visto, il pubblico in sala lo ha solo potuto immaginare.

Truth’s a Dog Must to Kennel, a metà tra stand-up comedy e metaverso, è un monologo tanto divertente quanto profondo con cui Tim Crouch risponde al teatro in tempi di pandemia. L’autore, come il Fool, precipita in un mondo che non riconosce. “Il Fool rappresenta l’artista in Re Lear, ed è lui ad abbandonare lo spettacolo prima dell’intervallo. Lo capisco.

Molti artisti si sono ritirati durante la pandemia, e continuano a farlo. Molti teatri hanno chiuso. Che cosa ci tiene qui allora? Di certo non il costo dei biglietti in continuo aumento. E nemmeno la tecnologia che possiamo esperire in modi molto migliori fuori di qui. Ma la comunione generata dalle persone nella stessa stanza; la testimonianza condivisa, l’immaginazione”.

In replica al Teatro alle TesePhobia lo spettacolo che segna la collaborazione tra il regista svedese Markus Öhrn e l’artista e attivista polacco Karol Radziszewski (ore 18.00). Continua lungo la Fondamenta de l’Arsenal la performance site-specific Bolide | Deus ex machine di Elia Pangaro che mette al centro, stigmatizzandola, l’accelerazione della vita contemporanea.

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