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Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci

ROMA - Tutti le storie sui single non fanno che mostrare che alla fine nessuno vuole stare da solo e ogni racconto sulle coppie ti dice che se non stai bene con te stesso non starai bene con nessun altro. Ecco quindi che Single ma non troppo vorrebbe essere la formula della felicità. Il nuovo film di Christian Ditter, al cinema dall’11 febbraio, non verrà di certo ricordato come la miglior commedia romantica di tutti i tempi ma è sicuramente adatto alla vigilia di San Valentino.

ROMA - Mettere insieme due mattatori della commedia all’italiana è un rischio. Puoi avere due solisti, ognuno con il proprio ritmo, oppure due fantasisti che duettano insieme.

ROMA - Stessa storia, stesso posto, stesso ring. Silvester Stallone è per la settima volta Rocky Balboa. Creed – Nato per combattere è un film per nostalgici che guarda dal basso e con ammirazione i fasti del primo Rocky. Era il 1977 e la storia del pugile italo-americano vinceva l’Oscar come migliore pellicola dell’anno. Oggi grazie a questo spin-off diretto da Ryan Coogler, lo Stallone Italiano è candidato all’Accademy come miglior attore non protagonista. 

ROMA - Può l’amore superare i confini dello spazio, del tempo e della materia stessa? Se si tratta della passione tra due astrofisici la risposta è si. Se si tratta di due scienziati convinti che nell’universo ci siano almeno dieci nostri simili che in qualche modo si incontreranno, la risposta è sì.

ROMA - Orson Welles, Akira Kurosawa, Roman Polanski ma soprattutto e prima di tutti William Shakespeare. É dal 1600 che si racconta la storia di Macbeth ma nonostante questo il regista Justin Kurzel ha deciso di riportare sul grande schermo la tragedia shakespeariana più rappresentata dal cinema. La più breve e la più attuale storia di guerra, potere, violenza e morte.

ROMA -  È un Richard Gere trascinante e carismatico l’incontrastato protagonista di Franny, esordio alla regia dello sceneggiatore Andrew Renzi. L’attore americano, buddhista convinto, è a Roma per promuovere questa commedia drammatica perché, spiega, ama i ruoli difficili ma soprattutto perché ogni volta che viene in Italia si diverte tanto. Il motivo? “Qui totalmente casino”.

ROMA - Due donne si chiedono “a cosa stai pensando”. Due donne sanno che un silenzio dice sempre qualcosa. Due donne mangiano il ciambellone in macchina senza paura di sporcare i sedili. Ma soprattutto, come ogni coppia, anche loro si amano, si lasciano, si ritrovano.

TORINO (nostro inviato) -  Per centrare il bersaglio basta fare un respiro profondo, rilassare le spalle e calcolare la resistenza dell’aria. Che tu colpisca una sagoma di cartone o un essere umano, la tecnica è la stessa. È un campione del poligono di tiro il protagonista di La Résistance de l’air, primo lungometraggio del regista franco-canadese Frédéric Grivois. Presentato con scarso successo a Parigi l’estate scorsa, questo film a metà tra il thriller e il dramma familiare ha convinto al 33esimo Torino Film Festival. Dietro a La Résistance de l’air ci sono infatti gli sceneggiatori di Jacques Audiard, Noe Debre e Thomas Bidegain. Davanti alla macchina da presa c’è invece

Reda Kateb, lanciato dal successo del suo primo film, Il profeta, per arrivare lo scorso anno a interpretare un ruolo importante in Lost River, esordio alla regia di Ryan Gosling. 

Vincent (Reda Kateb) è un campione di tiro al fucile da 300 metri di distanza con concrete possibilità di entrare nella squadra nazionale francese. Conduce una vita tranquilla con la moglie (Ludivine Sagnier) e la figlia in un piccolo centro fuori Bruxelles. C’è la crisi, c’è il sogno di costruirsi una casa propria ma mancano i soldi, la vita coniugale si fa tiepida (elemento che sembra condizione essenziale dell’esistenza stando alla costante ripetizione della domanda: “scopi?”). Vincent decide così di accettare la proposta dell’enigmatico e affascinante Renaud che gli propone un “contratto” speciale: utilizzare le sue doti di tiratore scelto per un fine meno nobile dello sport. “Quando fai cose eccezionali ti convinci di essere speciale ma devi sempre mantenere i piedi per terra” dice Ranaud, ma quando sei inebriato da soldi, moto e festini non è facile rimanere ancorati alla realtà.

La pellicola è scorrevole nonostante alcuni buchi nella scrittura. Il regista riesce a dare una rappresentazione nuova e inedita della figura del cecchino, freddo e calcolatore sì ma con una dimensione psicologica che gli attori riescono a rendere perfettamente con la loro interpretazione. Reda Kateb colpisce in particolar modo per la sua freddezza inquietante perfettamente bilanciata da Ludivine Sagnier che riesce a dare alla dimensione del film il necessario tocco di concretezza.

  • Titolo: La résistance de l'air
  • Anno: 2015
  • Paese: Francia
  • Regia: Frédéric Grivois
  • Cast: Reda Kateb, Ludivine Sagnier, Tcheky Karyo, Johan Heldenbergh, Pascal Demolon, Blanche Hemada Costoso, Laure De Clermont, Sylvie Degryse, Patrice Guillain
  • Sceneggiatura: Noe Debre, Thomas Bidegain
  • Durata: 98’

La résistance de l’air - Trailer

 

TORINO (nostro inviato) -  Colpa di comunismo è un film di finzione che assomiglia molto alla realtà. Elisabetta Sgarbi presenta in anteprima al Torino Film Festival il suo terzo lungometraggio che racconta una storia di immigrazione vicinissima a noi ma diversa da quelle a cui le cronache ci hanno abituato.

TORINO (nostro inviato) -  Gli chef sono diventati le nuove celebrità. In un panorama televisivo saturo di cucine a vista, di fronte a un pubblico ormai sensibile “all'impiattamento,” Burnt - Il sapore del successo porta al cinema le vicende di un cuoco stellato in gara con se stesso per raggiungere la perfezione. Il nuovo film del produttore, sceneggiatore e regista americano John Wells è stato presentato al 33esimo Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile e sarà nelle sale da giovedì 26 novembre. 

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