Benzina. Aumento dell’Iva comporterà aggravi di +41 euro

ROMA – La corsa dei prezzi dei carburanti è un problema gravissimo, con il quale gli italiani purtroppo fanno i conti da anni.

Basti pensare che, rispetto allo scorso anno, le ricadute complessive sulle tasche dei cittadini sono pari a oltre +768 Euro (di cui +420  per i costi diretti e + 348 quelli indiretti).
Ad aggravare questa situazione già drammatica, ora, contribuirà anche l’ulteriore aumento dell’IVA al 22%.
Una mossa decisamente “poco astuta” del Governo che, in questo modo, metterà in ginocchio le famiglie e l’economia italiana.
Le ripercussioni sui costi di beni e servizi saranno infatti estremamente pesanti: non solo per via degli aumenti diretti sui prezzi, ma anche alla luce del potente effetto moltiplicatore che il costo dei carburanti determina sull’andamento di tutti i prezzi dei beni e dei servizi.
Vi sarà un aggravio, quindi, anche sui prezzi dei beni di prima necessità (latte fresco, pasta, frutta e verdura), ai quali è applicata l’IVA al 4%, ma che sono trasportati in larga parte su gomma.

Complessivamente, l’aumento dell’IVA sui carburanti avrà ripercussioni pari a:

·         +24 Euro annui per costi diretti (vale a dire per i pieni di carburante di ogni automobilista)
·         +17 Euro annui per costi indiretti (cioè per le ricadute su prezzi e tariffe).

Per un totale di +41 Euro annui.

Un’ulteriore batosta per i cittadini, che aiuta a comprendere l’estrema necessità di un passo indietro del Governo sull’aumento dell’IVA.
Oltre a ciò, per calmierare i costi dei carburanti, che oggi segnano nuovi intollerabili rialzi, è fondamentale decidersi ad intervenire riducendo le accise di almeno 6 centesimi, mettendo immediatamente in atto il meccanismo dell’accisa mobile ed avviando una seria riorganizzazione e modernizzazione dell’intera filiera.

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