Benzina. Ancora rincari, + 14 centesimi. Urgente intervenire

ROMA – Stiamo assistendo, soprattutto nel corso dell’ultima settimana, ad un calo delle quotazioni del petrolio.

Di fronte a tale andamento una domanda sorge spontanea: perché se le quotazioni diminuiscono ed il cambio rimane invariato, nelle tasche dei cittadini non giunge nemmeno il minimo beneficio?  Siamo alle solite: è una storia che si ripete, invariata, ormai da troppi anni. Assistiamo, infatti, a comportamenti ormai insopportabili, soprattutto alla  luce delle gravi difficoltà che le famiglie stanno vivendo in questo periodo. Basti pensare che le quotazioni del petrolio, oggi, si trovano agli stessi livelli di ottobre 2011 (sia le quotazioni Wti che il Brent). Il prezzo della benzina, però, anche calcolando la lievissima variazione del cambio Euro–Dollaro, costa oggi ben +30 centesimi rispetto allo scorso anno, di cui solo +16 cent per l’incredibile ed irragionevole aumento della tassazione (accise e IVA).
I restanti +14 centesimi sono, quindi, del tutto ingiustificati ed andrebbero eliminati con effetto immediato, con notevoli benefici per gli automobilisti.
Questi 14 centesimi di troppo sul prezzo della benzina, infatti, comportano un aggravio di +168 Euro annui in termini diretti e +136 Euro in termini indiretti (vale a dire per le ripercussioni sui prezzi e le tariffe).
È fondamentale, quindi, agire con determinazione per eliminare ogni fenomeno speculativo nella determinazione dei prezzi dei carburanti e per ridurre (di almeno 6 centesimi) l’incredibile livello raggiunto dalla tassazione sui carburanti.
Inoltre non si possono più rimandare gli interventi necessari sul fronte della modernizzazione e della razionalizzazione della filiera, nonché una completa liberalizzazione del settore.

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