Mercoledì, 12 Dicembre 2012 21:01

Mutui. Inevitabile la caduta, tra speculazioni sui tassi

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ROMA - Purtroppo, la drastica caduta della stipula di mutui nel 2012 è un dato che non sorprende nessuno.


Una contrazione che, nel II trimestre 2012, ammonta secondo l’Istat al -41,2%.
A determinare tale andamento non è solamente la grande difficoltà delle famiglie nell’ottenere un mutuo (sicuramente aggravata alla luce dell’aumento esponenziale del tasso di disoccupazione, specialmente quella giovanile), ma anche la grave perdita del potere di acquisto da parte delle famiglie (-13,2% dal 2008), nonché i tassi e, per i variabili, gli spread improponibili proposti ai pochi fortunati che riescono ad ottenere la concessione del mutuo.
Infatti registriamo da oltre un anno una forte e gravissima speculazione, del tutto ingiustificata, sui tassi e sugli spread dei mutui, sia quelli a tasso variabile che a tasso fisso.
Infatti, chi stipula un mutuo oggi si ritrova a pagare un tasso intorno al 5,5% (se a tasso variabile) ed al 6% (se a tasso fisso).
Tassi che, non lo dimentichiamo, si basano sull’andamento dell’Euribor (attualmente intorno allo 0.18% quello a 3 mesi), per quanto riguarda i mutui a tasso variabile e dell’IRS (che si attesta all’ 1,6 % a 10 anni) per quanto riguarda il tasso fisso.
Entrambi parametri che risultano notevolmente inferiori ai tassi complessivi applicati dalle banche.
A pesare sulla determinazione di questi ultimi continua ad essere, come si vede,  lo spread (ovvero il margine di guadagno delle banche), che attualmente si colloca tra il 2,85 (nei casi più virtuosi) e il 3,85, con punte che superano anche il 4%.
Spread che ha iniziato a salire, guarda caso, da un anno e mezzo a questa parte, ovvero da quando i tassi di riferimento, in particolare l’Euribor, hanno segnato un forte ribasso.
Le banche, quindi, non contente dei fondi ricevuti dalla BCE, stanno facendo cassa anche a spese delle famiglie che acquistano casa: i tassi applicati ai mutui italiani superano di oltre un punto percentuale quelli medi applicati in Eurolandia.
Un comportamento intollerabile, contro cui l’ABI, piuttosto che cercare giustificazioni, dovrebbe intervenire al più presto, avviando i necessari provvedimenti e le doverose reprimende, soprattutto alla luce del fatto che la concessione di un mutuo è forse il servizio bancario più garantito per via dell’ipoteca accesa dalla banca sull’immobile.

Rosario Trefiletti

Presidente di Federconsumatori

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