Giovedì, 23 Maggio 2013 14:02

Cgia. Credito, le banche premiano solo le grandi imprese

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VENEZIA - Il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha ragione da vendere quando denuncia la drammatica situazione venutasi a creare negli ultimi anni in materia di credito. La contrazione dei prestiti erogati dalle banche alle imprese ha ormai assunto dimensioni drammatiche.



Tuttavia, questo problema sembra non sfiorare le grandi imprese italiane. Infatti, accusa la CGIA di Mestre, l’81,4% degli oltre 1.313 miliardi di prestiti erogati dalle banche agli italiani è concesso al primo 10% degli affidati, vale a dire alla migliore clientela. Una percentuale che negli ultimi anni è continuata a salire. Il rimanete 18,6% dei prestiti è distribuito tra le  famiglie, le piccole imprese ed i lavoratori autonomi che, di fatto, costituiscono la quasi totalità, vale a dire il 90%, dei clienti dei nostri istituti di credito.

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, non ha dubbi: “Al di là delle difficoltà legate alla crisi,  il nostro sistema creditizio presenta dei nodi strutturali che vanno assolutamente  affrontati. E’ chiaro a tutti che questo 10% di maggiori affidati non è costituito  da piccoli imprenditori, da famiglie o da titolari di partite Iva, ma quasi esclusivamente da grandi gruppi o società industriali. In linea generale non ci sarebbe nulla da obbiettare se questo 10% fosse costituito da soggetti solvibili. Invece, dall’analisi della distribuzione del tasso di insolvenza emerge che il 78,3% è concentrato nelle mani del 10% dei migliori affidati. In buona sostanza, nei rapporti tra banche ed imprese tutto è clamorosamente rovesciato: chi riceve la quasi totalità dei prestiti presenta livelli di affidabilità bassissimi, mentre chi dimostra di essere un buon pagatore ottiene il denaro con il contagocce”.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre,  il primo 10% degli affidatari riceve l’81,4% del totale dei prestiti erogati dalle banche. Prestiti, fanno notare dalla CGIA, che tecnicamente sono definiti come finanziamenti per cassa. Una tipologia di finanziamento che copre quasi il 70% del totale dei finanziamenti erogati dal sistema bancario italiano. Peccato che questa grande generosità rivolta alle grandi imprese non sia ricambiata. Infatti, le sofferenze a carico di questi clienti così “privilegiati” (ovvero sempre il primo 10% degli affidatari) è pari al 78,3% del totale. La CGIA ricorda che l’importo complessivo delle sofferenze ha ormai toccato, al 31 dicembre 2012, i 121 miliardi di euro. Insomma, pur non essendo delle buone pagatrici, le banche continuano a premiare le grandi imprese a scapito di tutti gli altri.


LA SITUAZIONE DELLE GRANDI IMPRESE
Quota dei finanziamenti per cassa di pertinenza dei maggiori affidati (primo 10 % degli affidati) e quota di sofferenze di pertinenza sempre del primo 10 % degli affidati – dato Italia –


 
(*) Finanziamenti per cassa: ammontare dei crediti per cassa, al netto delle sofferenze, censiti dalla Centrale dei rischi, accordati o erogati dagli istituti di credito. Questi finanziamenti costituiscono il 70% circa del totale dei prestiti erogati dalle banche italiane (dati al 31/12/2012).
(**) Sofferenze: comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato d'insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono.

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