Sabato, 27 Febbraio 2016 15:03

Ilva. Denuncia alla Procura di Taranto per valori shocK diossina

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ROMA -  La quantità di diossina, pg I-WHO/mq giorno 790 e 220 pg I-WHO/mq giorno, che si è registrata a Taranto nei mesi di novembre 2014 e febbraio 2015 è il livello più alto che si sia mai registrato in Europa e si tratta di un dato secondo solo a quello del tragico incidente di Seveso. 

Per più di un anno questi dati schock non sono stati resi pubblici, impedendo così che potessero essere adottati provvedimenti a tutela della salute dei cittadini. Perché la relazione sui valori riscontrati nei deposimetri consegnata il 23-12-2015 a Ilva spa dal politecnico di Torino è stata trasmessa ad Arpa dopo due mesi, il 24 febbraio 2016? Perché i cittadini per conoscere i dati della diossina che si deposita in terra devono attendere più di un anno? E’ possibile conoscere i valori delle diossine registrati dai deposimetri nei mesi più recenti o dobbiamo attendere un anno? Riteniamo responsabile di questa situazione il ministro dell’Ambiente Galletti che non ha ritenuto di rendere pubblici i dati? Perché il commissario straordinario Ilva Enrico Laghi che il 25 febbraio è stato ascoltato in audizione alla Camera dei Deputati non hanno informato il parlamento di questa grave situazione ambientale e sanitaria dovuta ai picchi di diossina? E’ vero che Ilva aveva assegnato l’elaborazione dei dati prima ad un laboratorio di Bolzano e successivamente al Politecnico di Torino?.

Ilva sostiene che la diossina è dovuta alla combustione provocata da legna o auto incendiate e questo ci ricorda  quello che disse e scrisse l’allora commissario Ilva Bondi motivando l’alta mortalità con il fatto che a Taranto si fuma troppo. Purtroppo siamo costretti a rivolgerci all’autorità giudiziaria affinché apra un’altra inchiesta perché sono stati comunicati dopo un anno i dati dei picchi di diossine.

Angelo Bonelli

Presidente della Federazione dei Verdi

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