Roma si conferma capitale del dialogo scientifico internazionale sulle regioni polari. Si è concluso infatti nella capitale l’Arctic Circle – Polar Dialogue, il forum globale che ha riunito al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) scienziati, ministri, rappresentanti istituzionali e della società civile provenienti da oltre quaranta Paesi per discutere il futuro dell’Artico, dell’Antartide e delle aree polari.
L’evento ha rappresentato il primo Polar Summit organizzato in Italia, ponendo il Paese al centro del confronto internazionale tra scienza, geopolitica e diplomazia scientifica.
Arctic Circle – Polar Dialogue: Roma al centro del dibattito globale sull’Artico
Scienza, diplomazia, sicurezza, formazione e ricerca sono state le cinque parole chiave della due giorni dell’Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue, ospitata presso la sede romana del CNR.
Il forum ha riunito per la prima volta in Italia i principali protagonisti della ricerca polare insieme a rappresentanti di governi, istituzioni, imprese, comunità indigene e organizzazioni internazionali.
L’iniziativa è stata organizzata da Arctic Circle in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e il CNR, con il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il coinvolgimento del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Al centro del confronto internazionale la crescente complessità delle sfide che riguardano le regioni polari: cambiamenti climatici, nuove rotte marittime, risorse naturali, sicurezza internazionale e tecnologie per il monitoraggio ambientale.
Artico, Antartide e Himalaya: nuove sfide scientifiche e geopolitiche
Il forum ha affrontato temi cruciali legati al futuro delle regioni polari, sempre più centrali negli equilibri globali. Tra i principali argomenti discussi:
- l’impatto del cambiamento climatico nelle aree polari
- le tecnologie avanzate per l’osservazione e il monitoraggio ambientale
- lo sviluppo di nuove rotte di navigazione
- le prospettive di sfruttamento delle risorse minerarie
- il ruolo della diplomazia scientifica nella cooperazione internazionale
“L’Artico e le regioni polari sono oggi al centro della scacchiera geopolitica. Il Rome Forum – Polar Dialogue arriva in un momento storico cruciale”, ha dichiarato Ólafur Ragnar Grímsson, presidente di Arctic Circle.
Bernini: “La ricerca polare italiana protagonista da oltre 50 anni”
In apertura della prima sessione plenaria, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato il ruolo dell’Italia nella ricerca artica.
“È la prima volta che in Italia si tiene un Polar Summit e ne siamo profondamente orgogliosi. Questo dimostra il riconoscimento internazionale della ricerca artica italiana, protagonista da oltre cinquant’anni nell’Artico”, ha dichiarato Bernini.
Secondo il ministro, le regioni polari rappresentano oggi uno spazio privilegiato in cui scienza, cooperazione internazionale e diplomazia si incontrano, contribuendo a rafforzare il dialogo tra politica estera, sicurezza e ricerca scientifica.
Tajani: “L’Artico è una regione centrale per il futuro”
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha evidenziato il crescente peso strategico dell’Artico.
“L’Artico non è più una periferia ma una regione centrale per il nostro sviluppo, per il futuro della ricerca e per la sicurezza internazionale”, ha affermato Tajani, annunciando il nuovo Documento strategico italiano sull’Artico.
L’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’Italia nella cooperazione internazionale e consolidare l’asse geopolitico nord-sud tra Artico e Mediterraneo, favorendo nuovi progetti scientifici e la presenza delle imprese italiane nella regione.
Difesa e sicurezza: il ruolo strategico dell’Artico
Il valore geopolitico delle regioni polari è stato evidenziato anche dal sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, delegata per Artico, Sub-Artico e Antartide.
“L’Artico è un baricentro strategico e una responsabilità condivisa, dove si intrecciano sicurezza, cambiamenti climatici, nuove rotte commerciali e interessi globali. Preservare stabilità, cooperazione e rispetto del diritto internazionale è fondamentale”, ha dichiarato.
Il ruolo del CNR nella ricerca polare internazionale
A chiusura del forum, il presidente del CNR Andrea Lenzi ha sottolineato il valore scientifico e istituzionale dell’iniziativa.
Il Rome Forum ha registrato oltre 500 partecipanti, con 40 sessioni tematiche parallele e due sessioni plenarie, confermando l’interesse globale per le ricerche polari.
“L’Artico è un laboratorio naturale che ci permette di comprendere i cambiamenti climatici e gli equilibri ambientali che influenzano direttamente le nostre società”, ha spiegato Lenzi, sottolineando l’importanza di investire nella ricerca polare per anticipare i rischi ambientali e proteggere gli ecosistemi.
Il CNR, ha aggiunto, supporta il governo italiano nell’attuazione della strategia nazionale artica e nella cooperazione scientifica internazionale.
Ricerca scientifica e monitoraggio climatico nelle regioni estreme
Secondo Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, la ricerca polare richiede infrastrutture condivise e tecnologie avanzate.
Il CNR opera da decenni nell’Artico, dove gestisce alle Svalbard la stazione di ricerca Stazione Dirigibile Italia, punto di riferimento internazionale per il monitoraggio climatico a lungo termine.
Le attività scientifiche italiane si estendono anche ad altre aree estreme del pianeta, dall’Antartide all’Himalaya, attraverso collaborazioni interdisciplinari globali.
Il rapido riscaldamento dell’Artico preoccupa la comunità scientifica
La direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR Giuliana Panieri, coordinatrice scientifica del forum, ha ricordato che l’Artico si sta riscaldando oltre il doppio rispetto alla media globale.
Il 2025 ha registrato nuovi record di riduzione del ghiaccio marino, sia durante l’inverno sia nei mesi estivi. Se la tendenza continuerà, entro pochi decenni l’Artico potrebbe diventare quasi completamente privo di ghiaccio in estate, con profonde conseguenze su clima, correnti oceaniche ed ecosistemi globali.
Per affrontare questa sfida, ha sottolineato Panieri, sarà necessario rafforzare gli investimenti in ricerca e infrastrutture scientifiche.
Il confronto continua alla Pontificia Accademia delle Scienze
A conclusione dell’Arctic Circle – Polar Dialogue, l’Pontificia Accademia delle Scienze ospita un seminario dedicato alla presentazione dei risultati dell’incontro internazionale, presieduto dal cardinale Peter Turkson.
Un momento di sintesi che conferma il ruolo della scienza come strumento di dialogo globale in uno scenario internazionale sempre più complesso.
Cos’è Arctic Circle
Arctic Circle è la più grande piattaforma internazionale dedicata al dialogo e alla cooperazione sull’Artico. La rete riunisce governi, istituzioni scientifiche, università, imprese, organizzazioni ambientaliste, comunità indigene e rappresentanti della società civile con l’obiettivo di promuovere cooperazione, ricerca e sviluppo sostenibile nelle regioni polari.



