Il fondatore di Capodarco, don Franco Monterubbianesi contro il piano rom di Alemanno

Oggi alle 13 le Associazione del Terzo Settore del Roma Social Pride indicono un sit-in

ROMA – Si levano voci importanti contro i recenti provvedimenti del sindaco Alemanno. Il sacerdote Franco Monterubbianesi, da 45 anni impegnato nel sociale a favore dei disabili, dei minori, per l’integrazione degli immigrati e dei rom e a favore di una visione planetaria delle problematiche, l’unica  capace di risolverle, e del protagonismo delle nuove generazioni, parla di “epilogo della distruzione dello Stato sociale”, di tradimento verso il mondo del volontariato e di cecità verso la parte migliore della nostra società. Sottolinea che “le emergenze oggi sono già tante ed il Terzo Settore, valorizzato, rispettato, fatto Sistema dalla Politica, può e deve essere la salvezza” e termina il suo accorato appello rivolgendosi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendogli di “difendere anche in ciò la nostra Costituzione perché, se essa è fondata sul lavoro, la qualità del lavoro è il sociale garantito”. Intanto oggi 3 marzo, dalle 13.00, è stato convocato dalle associazioni del volontariato e del Terzo Settore, riunitesi nel Roma Social Pride, un sit-in presso il V° Dipartimento del Comune di Roma, in viale Manzoni 16, contro il Piano nomadi, definito “sperpero di denaro pubblico” e per opporsi ai 250 campi abusivi.

L’appello
Stiamo distruggendo lo stato sociale.
Allarme per il “Piano Rom” della giunta Alemanno

di Don Franco Monterubbianesi
Fondatore Comunità di Capodarco

Con il piano “Emergenza Rom” del Comune di Roma, siamo all’epilogo della distruzione dello Stato Sociale, che viene portato avanti da anni dalla miopia di tutti i politici, di ogni estrazione purtroppo.
Il Terzo Settore che doveva crescere sempre più negli anni, in una vera riforma delle politiche sociali, non è stato aiutato. È stata fatta solo nel 78 quella riforma della sanità, a cui mancava la riforma del sociale che è poi venuta, abortita, con la 328, solo nel 2000. Ma era solo un manifesto di intenti: nessuno ci ha veramente creduto sino in fondo perché non ci hanno messo soldi, né tantomeno dato obiettivi precisi, né sostenuto da veri partners che dovevano essere insieme ciascuno con compiti precisi:  Enti locali e Terzo Settore.

Il questione dei Rom negli anni è stato affrontata solo in parte, per la complessità degli eventi e il susseguirsi delle migrazioni, e soprattutto per la mentalità di rifiuto di essi, che da sempre si è avuta. (La mentalità di rifiuto cavalcata poi dalla destra, affossando consapevole o inconsapevole lo Stato Sociale, perché dai Rom siamo passati agli immigrati, il cui rifiuto è il rifiuto del Sud del mondo che proprio in questi giorni si ribella al sistema globale di emarginazione).
Affrontato in parte perché ha trovato alcune buone volontà del Terzo Settore attraverso i Campi Sosta, che si sono realizzati come soluzioni di emergenza e l’integrazione è stata soprattutto per la profonda scolarizzazione dei bambini rom. (noi di Capodarco, in armonia con la passata amministrazione, come Comunità prima e con la Cooperativa Ermes poi, abbiamo scolarizzato 2000 bambini ogni anno. Però il processo di integrazione si doveva approfondire in un percorso di integrazione socio lavorativa e abitativa.

Le politiche, invece, cieche di rifiuto, la non politica di sostegno al Terzo Settore sempre più ricattato dai poteri politici con il dividi et impera, diviso purtroppo in se stesso per opportunismi e personalismi, in questo clima di rifiuto del welfare, hanno portato ad approfondire sempre più l’emergenza Rom con i suoi eventi drammatici, invece di approfondire l’integrazione.

Oggi siamo tutti responsabilizzati a capire quello che è successo, e come poter rimediare. Quindi tutti i vari interlocutori da sempre impegnati devono reagire e farsi avanti, di fronte alla deriva assistenzialista che si sta manifestando con l’intervento esclusivo che si vuole dare alla Croce Rossa, con soluzioni assistenziali e non promozionali della persona umana, non capillarmente diffuse sul territorio con i suoi protagonisti, che non potranno mai portare ad uno soluzione completa e potranno essere solo spreco.  

Noi di Capodarco che abbiamo sempre vissuto nella nostra storia la tensione di un sociale il più possibile partecipato, perfino autogestito, crediamo invece nel protagonismo del Terzo Settore come mediazione tra lo Stato ed il Mercato, crediamo che la sussidiarietà dei cittadini che partecipano e si organizzano per il sociale sia la vera chance per risolvere i problemi sociali, pure quelli più difficili. Gettiamo allora l’allarme perché affrontare le emergenze con uno spirito assistenziale non affossi quel abbozzo di stato sociale che ancora resiste alle conquiste fatte.  

Certo oggi occorre sempre più un welfare comunitario dove i cittadini partecipino di più e quindi tutte le politiche devono concorre a crearlo, dalla scuola, formazione, avvio al lavoro, casa, cultura sino alle politiche per i giovani e gli enti locali, questo è il vero federalismo, devono partecipare alla grande per una l’attuazione dello stato sociale. Non si può tagliare i fondi ad essi come sta accadendo, senza distruggere la qualità della vita delle città e della democrazia tutta.

Le emergenze oggi sono già tante ed il Terzo Settore, valorizzato, rispettato, fatto Sistema dalla Politica, può e deve essere la salvezza.

Il Presidente della Repubblica difenda anche in ciò la nostra Costituzione perché, se essa è fondata sul lavoro, la qualità del lavoro è il sociale garantito.

IL PIANO NOMADI DI ALEMANNO E’ FALLITO
30 MILIONI DI EURO + POTERI SPECIALI =
250 CAMPI ABUSIVI
La risposta di Alemanno alla tragedia di Tor Fiscale?
La Croce Rossa nei campi ATTREZZATI !!! invece che interventi umanitari nei campi abusivi e nelle baraccopoli
LE PRIORITA’ SONO ALTRE
Superiamo il “Piano nomadi” di ALEMANNO: E’ SOLO SPERPERO
DI DENARO PUBBLICO
SIT – IN Giovedi 3 marzo 2011 ore 13.00
Viale Manzoni,16
ROMA SOCIAL PRIDE

Gianni Tarquini

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