Venerdì, 08 Aprile 2011 18:50

Berlusconi continua con le barzellette ma oramai lo ignorano tutti

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Delle dimissioni di Geronzi non sapeva nulla, Sarkozy e Merkel lo contrastano su ogni cosa, gli intellettuali europei temono la diffusione del “berlusconismo” nei loro Paesi. Oramai è una sorta di catastrofe umanitaria

ROMA – Oramai si è cucito il ruolo esclusivo di intrattenitore e barzellettiere perché non gli è rimasto altro da fare. Dai vertici informali che riguardano la Libia è rigorosamente escluso, così come dai contatti telefonici fra i Grandi. Oggi si è dunque dedicato alle storielle che piacciono a lui (vecchie e sdrucite, cioè sconce) davanti ad una platea di neolaureati, pochi dei quali ridevano più per ossequio al suo declinante potere che perché attratti dalla sua comicità residua.

I POTERI ECONOMICI LO ESCLUDONO. Perfino nella vicenda delle dimissioni di Cesare Geronzi dalle “Generali” lui, Presidente del Consiglio, è stato escluso. Nessuno lo ha avvertito e, probabilmente, è la prima volta nella storia economica italiana che un capo di governo non conosce in anticipo cosa si muove dentro il salotto buono dell’economia di piazzetta Cuccia. Il gotha del potere economico (Mediobanca e il suo impero) lo esclude, anzi lo ritiene oramai ininfluente, facendo perno su Giulio Tremonti e il suo “inner circle”. Lui, il magnate di Arcore, sembra oramai ridotto ad un pensionato di lusso con più di un desiderio erotico, che però gli procura danni notevoli, almeno dal punto di vista giudiziario. Tanto per rendere l’idea di come oramai sia considerato all’estero, basterà riportare il pensiero di Jack Lang, ex ministro della cultura francese, secondo il quale “Berlusconi ha berlusconizzato l'Europa” con riferimento alle sempre minori risorse che i governi destinano alla cultura. Poi, però, in un empito di ottimismo: “La vita prevale sui governi, che sono di passaggio, e quando Berlusconi non sarà più nell'agone politico il genio italiano continuerà a vivere”. Anche uno dei più grandi sociologi viventi, Jurgen Habermas, criticando in modo netto la politica svolta nel suo Paese da Angela Merkel, non trova di meglio che affermare: “Sta berlusconizzando la Germania”. Il premier italiano è insomma diventato un verbo e non dei più nobili.

ANALFABETISMO COSTITUZIONALE. Le barzellette, poi, imperversano anche su versanti più ostici per la sua preparazione: quelli dell’analisi politica. È lì che il Presidente del Consiglio mostra con evidenza le falle più grandi dal punto di vista cognitivo. Vuole modificare la Costituzione, dice, perché oramai è invecchiata. I padri costituenti la scrissero con un occhio al passato regime e non diedero alcun potere all’Esecutivo, dividendo il potere “fra il capo dello Stato, la Corte Costituzionale e le assemblee e questo ha portato a che il governo possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell'Aula poi nell'altra Camera, poi di nuovo in Commissione, il tutto deve piacere al capo dello Stato”. Insomma, ha insistito nella sua ispida esposizione il Cavaliere, “un provvedimento che magari quando era uscito dal Cdm era purosangue, quando viene approvato se va bene si tratta di un ippopotamo: se questa legge non piace ai pm, ai procuratori della Repubblica di sinistra la impugnano davanti alla Corte costituzionale che essendo composta da 11 persone che provengono dall'area della sinistra e da quattro che provengono dall'area di centrodestra, la abroga”. Sarebbe da suggerirgli: “Si ripresenti alla prossima sessione e studi un po’ di più…”.

SARKOZY E MERKEL LO CONTRASTANO. Sul fronte dell’immigrazione, sia Nicolas Sarkozy, sia la cancelliera Angela Merkel non tengono in alcun conto le perorazioni del governo italiano. Oggi il governo tedesco ha dichiarato che la politica dei permessi transitori voluti dal ministro Maroni, tendenti a scaricare in sostanza il problema immigratorio sugli altri Paesi europei, “è contraria alle norme di Schengen”. Anche Malta ha protestato perché il nostro Paese si è rifiutato di accogliere 171 migranti soccorsi in mare da una motovedetta maltese. Insuccessi e scarsa considerazione su tutti i fronti e in tutto il mondo. E Berlusconi continua a raccontare barzellette.

Ultima modifica il Venerdì, 08 Aprile 2011 18:54
Fulvio Lo Cicero

Romano, laureato in Scienze politiche, pubblicista. Docente di economia politica, si occupa anche di fotografia. Ha pubblicato "Principi di economia politica" (Milano, 1992) e "Inquisitori ed eretici. Il demone della verità nella narrativa di Leonardo Sciascia" (Roma, 2005) 

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