Giovedì, 14 Aprile 2011 16:59

Processo breve. Napolitano vuole vederci chiaro. Il Caimano ora punta alle intercettazioni

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ROMA – Giorgio Napolitano vuole vederci chiaro sulle conseguenze che potrà produrre l’accorciamento dei termini di prescrizione, la legge ad personam varata ieri dalla Camera dei deputati. “Valuterò le conseguenze della legge prima della sua approvazione definitiva da parte del Senato” ha dichiarato oggi.

UNA LEGGE CHE UCCIDE I PROCESSI. È naturale che il Capo dello Stato ponga una questione così delicata, di cui i gerarchi berlusconiani non tengono alcun conto, tutti presi come sono dall’unica preoccupazione di salvare il magnate di Arcore dal processo Mills. Secondo l’Associazione nazionale magistrati (Anm) “la prescrizione breve è una legge che uccide i processi”; essa, in effetti, continua il sindacato dei magistrati, è “un'amnistia permanente per numerosi gravi reati, come la corruzione, l'evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l'appropriazione indebita, l'omicidio e le lesioni colpose, quelli in materia di ambiente e di infortuni sul lavoro”. In nessun altro Paese al mondo esiste una prescrizione che continua a computare il tempo anche a processo iniziato. La prescrizione produce un forte incentivo ad essere attivata. Gli imputati, con difese ben attrezzate, cercano tutti i mezzi per allungare il processo, puntando a percepire i suoi benefici effetti. Le ricadute di questo provvedimento sui processi in corso potrebbero essere pesanti. Ad esempio, il processo per la strage di Viareggio (32 morti), nonostante le rassicurazioni dei gerarchi, potrebbe non arrivare ad una sentenza definitiva.

GLI EFFETTI FUTURI. Allo stato non è neppure ipotizzabile quale potrebbe essere il destino di migliaia di processi per reati anche gravissimi (truffa, evasione fiscale, numerosi reati finanziari, quelli dei “colletti bianchi” incensurati). “Con queste norme – sottolinea l’Anm –  per una corruzione gravissima o per una frode fiscale per milioni di euro scoperte a distanza, ad esempio, di quattro o cinque anni dal fatto, l'imputato avrà la certezza dell'impunità per l'impossibilità di celebrare tre gradi di giudizio nel breve termine residuo. Non solo: avrà diritto anche alla restituzione del profitto del reato sottoposto a sequestro”. Insomma, un aiuto non soltanto a chi falsifica bilanci ed evade le imposte, ma anche alla criminalità organizzata, che molto spesso sta dietro a molteplici reati finanziari e truffe ai danni dello Stato (si pensi ai contributi concessi dalle Regioni nel settore agricolo e finanziati dall’Unione europea).

PROFILI DI INCOSITUZIONALITÀ. Il provvedimento, inoltre, presenta indubbi profili di incostituzionalità, perché viola il principio di uguaglianza. Sempre secondo l’Anm, “l'omicidio commesso da un incensurato si prescrive prima di un furto commesso da un recidivo; per lo stesso reato commesso da due persone, una incensurata e l'altra no, si potrà arrivare alla prescrizione per l'una e alla condanna per l'altra”. E così, si sottolinea, “la prescrizione del reato - conclude la nota dell'Anm - è una resa dello Stato di fronte al crimine, è un'ulteriore offesa alle vittime del reato, è una sconfitta per la giustizia”.

ORA LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI. Ma il Caimano non è ancora satollo. Oggi, durante un vertice con i suoi gerarchi, si è deciso che il prossimo passo sarà la “riforma” delle intercettazioni, l’altra necessaria legge “ad personam” strenuamente sostenuta dal magnate di Palazzo Chigi. La strategia della destra consiste nel predisporre divieti e stratagemmi tali da impedire, nel futuro, qualsiasi incriminazione per il primo ministro. Le picconate al sistema giurisdizionale sono finalizzate a smantellare quasi integralmente il principio di legalità, per consentire alla “casta” berlusconiana la libera azione, entro e fuori dai confini della legge penale. Il passo ancora successivo sarà la controriforma della giustizia, che, se mai dovesse andare in porto (si tratta di una legge costituzionale con esito referendario) realizzerebbe finalmente il vecchio sogno di Licio Gelli e dei golpisti della P2.

Ultima modifica il Giovedì, 14 Aprile 2011 17:09
Fulvio Lo Cicero

Romano, laureato in Scienze politiche, pubblicista. Docente di economia politica, si occupa anche di fotografia. Ha pubblicato "Principi di economia politica" (Milano, 1992) e "Inquisitori ed eretici. Il demone della verità nella narrativa di Leonardo Sciascia" (Roma, 2005) 

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