Mercoledì, 03 Settembre 2014 21:47

Madia. Contratti statali bloccati anche nel 2015, nessuna risorsa

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ROMA - I contratti per gli statali saranno bloccati anche nel 2015 ma «in questa situazione di crisi l'alleanza è prima di tutto con chi ha più bisogno.

Quindi confermiamo gli 80 euro». Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, a margine della seduta della commissione Affari costituzionali del Senato. «In questo momento - ha aggiunto - le risorse per sbloccare i contratti non ci sono perchè l'Italia è ancora in una situazione di difficoltà economica».

Sempre sui contratti per gli statali, Madia ha detto che sarà nella legge di stabilità il blocco e che «dovrebbe essere di un anno». I contratti sono stati bloccati all'inizio della crisi, quindi credo che tutti, governo e parti sociali, dobbiamo lavorare« per questo. Quanto al ddl sulla P.A.: »Mi piacerebbe chiudere entro la fine dell'anno, ma se capisco che la discussione va spedita e che servono due mesi in più, non è un problema. Però non voglio che vada in letargo« il provvedimento. 

Subito è scattata in serata la critica del  capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: «In queste ultime 6 ore il governo sembra essere in stato confusionale, se possibile più del solito. È di oggi il grande e tanto atteso annuncio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dell'assunzione, a settembre 2015, di 150.000 precari della scuola. Sempre di oggi la dichiarazione del ministro Madia sul blocco dei contratti di 3 milioni e mezzo di pubblici dipendenti. Con affermazione, sempre da parte del ministro della PA, che si preferisce dare 80 euro a 11 milioni di italiani a medio-basso reddito, compresi i dipendenti pubblici, piuttosto che rinnovare i contratti, bloccati ormai da 5 anni». E poi: «Le due cose sono in netta contraddizione tra loro, in quanto 150.000 nuovi insegnanti non sono altro che nuovi 150.000 pubblici dipendenti, cui verrà applicata, stando alle parole di Renzi, la meritocrazia e non scatti automatici di carriera. Viva il merito, dunque. Solo che gli 80 euro sono stati e continueranno ad essere una mancia elettorale e non il corrispettivo di un rinnovo di contratto o un incentivo alla produttività. Se non è confusione mentale questa...», ironizza Brunetta. 

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