Sabato, 03 Ottobre 2015 21:04

Senato. Approvato l'articolo due grazie a Verdini. Polemiche

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ROMA - Il Senato ha approvato l'articolo 2 del ddl Boschi, il quale stabilisce che il futuro Senato sarà espressione degli enti territoriali, benché i senatori avranno una legittimazione degli elettori.

L'articolo 2 è stato approvato con 160 voti, uno in meno della maggioranza assoluta, come hanno sottolineato Fi e i Conservatori di Fitto. Ma non solo. All’appello mancano sette centristi che non hanno partecipato al voto. 

Decisivi i voti dei verdiani per due ragioni: la prima, sul piano numerico; la seconda ragione, sul piano politico, è stata la loro sostituzione ai 5 voti mancanti di Area popolare-Ncd. Il presidente Renzi non può non prendere atto di un cambio della sua maggioranza". Lo afferma l'esponente di Forza Italia Osvaldo Napoli."La tesi secondo  cui si è trattato di un voto sulle riforme costituzionali, e quindi libero da logiche di maggioranza, è stata contraddetta dallo stesso Renzi quando afferma che se saltano le riforme, salta il governo e si va alle urne - aggiunge Napoli -. L'ambiguità di Renzi è conclamata: chi oggi ha votato per le riforme, ha votato per il governo; chi non ha votato, come i 5 senatori di Ncd, non ha supportato la maggioranza. Si è trattato senza ombra di dubbio di un cambio della maggioranza politica su cui si regge il governo. Nessuno pretende di ricordare al presidente Mattarella i doveri del suo ufficio che ha dimostrato di conoscere molto bene. Per questo ci attendiamo la convocazione ad horas del presidente del Consiglio al Quirinale".

Sul fronte dei democratici sembra invece raggiunta una certa intesa dimostrata dal fatto che il capogruppo Luigi Zanda ha affidato a due esponenti della minoranza, Federico Fornaro e Paolo Corsini, la dichiarazione di voto a nome del gruppo sia sull'emendamento Finocchiaro che sull'articolo 2 nel suo complesso. 

L'emendamento stabilisce che i futuri senatori saranno sì eletti dai Consigli Regionali tra i propri membri, ma "in conformità alle scelte degli elettori" che si esprimeranno secondo i meccanismi di una successiva legge elettorale. Fornaro e Corsini hanno parlato di un "compromesso in senso alto: "Compromesso non è una parola impronunciabile - ha detto Fornaro - è il cemento di ogni buona costituzione", come quella del 1948. E Finocchiaro ha sostenuto che si tratta di una mediazione non solo interna alla maggioranza, ma anche con le posizioni di chi proponeva un Senato delle garanzie e non espressione delle Regioni: "non è la vittoria di uno e la sconfitta di un altro". Dopo l'approvazione dell'emendamento Finocchiaro con 169 sì, 93 no e 3 astenuti, e quindi con 76 voti di scarto, molti nella maggioranza hanno sottolineato la "compattezza" della coalizione stessa, dal renziano Andrea Marcucci al capogruppo di Ap Renato Schifani passando per Zanda. 

Renzi salga da Mattarella

Non mancano tuttavia aspre critiche. “Il presidente Renzi non può non prendere atto di un cambio della sua maggioranza”, afferma l'esponente di Forza Italia Osvaldo Napoli."La tesi secondo cui si è trattato di un voto sulle riforme costituzionali, e quindi libero da logiche di maggioranza, è stata contraddetta dallo stesso Renzi quando afferma che se

saltano le riforme, salta il governo e si va alle urne - aggiunge Napoli -. L'ambiguità di Renzi è conclamata: chi oggi ha votato per le riforme, ha votato per il governo; chi non ha votato, come i 5 senatori di Ncd, non ha supportato la maggioranza. Si è trattato senza ombra di dubbio di un cambio della maggioranza politica su cui si regge il governo. Nessuno pretende di ricordare al presidente Mattarella i doveri del suo ufficio che ha dimostrato di conoscere molto bene. Per questo ci attendiamo la convocazione ad horas del presidente del Consiglio al Quirinale".

Senatori M5S: Renzi riscrive Costituzione con corrotti e sessisti

Anziché preoccuparsi degli italiani, da mesi il Governo insieme a Verdini (uomo plurindagato e rinviato a giudizio per reati come concorso in corruzione, truffa, bancarotta fraudolenta, appalti e finanziamenti illeciti, ecc..) è alle prese con la riforma costituzionale". Lo scrivono i senatori del Movimento cinque stelle in un intervento sul blog di Beppe Grillo. "Tra i padri costituenti che la scrissero ci sono Pertini, Togliatti, Nenni, Croce, Parri, Calamandrei, Iotti. Oggi, invece, chi sta riscrivendo la nostra Costituzione sono Renzi e la Boschi con i voti determinanti di Verdini, Azzollini, Formigoni, Bilardi, Conti, Scavoni, Caridi, Aiello, Gentile - proseguono -. Tutti o condannati o indagati o coinvolti in inchieste per reati come corruzione, associazione a delinquere, voto di scambio politico, frodi, finanziamenti illeciti, ecc. E c'è anche Barani che oltre ad essere stato condannato dalla Corte dei Conti si è rilevato anche pubblicamente sessista! Dentro la riforma costituzionale c'è la famosa riforma del Senato. Attenzione, riforma e non abolizione (come vorrebbero far credere)"."Il prossimo Senato sarà composto da 100 membri, di cui 74 consiglieri Regionali, 21 sindaci e 5 membri nominati dal Presidente della Repubblica - ragionano -. In totale 95 senatori saranno ripescati dalla classe politica più corrotta del Paese (consiglieri e sindaci) e verranno nominati senatori direttamente dai partiti politici. Nessun senatore, infatti, potrà essere scelto, designato o eletto direttamente dai cittadini (il cui voto non conterà nulla!). Sappiamo, invece, che tutti i prossimi consiglieri - sindaci/ senatori godranno dell'immunità parlamentare (cioè in caso di richiesta d'arresto da parte della Magistratura a decidere sarà il Senato stesso. Dunque mai! Vedi caso Azzollini). Addirittura i sindaci/senatori corrotti, i cui Comuni siano stati sciolti per mafia (e in Italia sono 239 i Comuni sciolti per mafia dal 1991 ad oggi, con una media di 20 comuni all'anno), potranno continuare a ricoprire la carica da Senatore, visto che la durata del loro mandato coincide esattamente con quella dei Consigli regionali da cui vengono eletti (ovvero 5 anni)". "Nelle tasche dei futuri senatori, infine, finirà un rimborso spese (ancora dall'importo indeterminato) per poter andare a Roma durante la settimana - concludono -. Un nuovo modo, previsto dalla politica, per allontanarsi definitivamente dai problemi dei propri Comuni, delle proprie Regioni e, dunque, dei cittadini"."Il MoVimento 5 stelle - ricordano infine - è per un Senato eletto direttamente dai cittadini, per un taglio del numero di Senatori e di Deputati, per un taglio agli stipendi, per referendum consultivi, propositivi e di indirizzo, per dare più potere e decisione ai cittadini, per fare due soli mandati e poi a casa e per non fare entrare i Parlamento gente condannata, indagata o coinvolta in qualsiasi tipo di inchiesta giudiziaria. Occhio, non fatevi ingannare!".

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