Banche. Il centro destra pronto a sfiduciare il governo

ROMA –  ”Domani presenteremo, tutto il centrodestra unito, alla Camera come al Senato, una mozione di sfiducia contro il governo”.

E’ quanto ha annunciato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa per presentare la legge di stabilità delle opposizioni di centrodestra unite, insieme a Romani, Fedriga, Rampelli, Camaroli e Polverini. “Boschi è solo una figlia di questo governo, una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i più grandi conflitti di interessi è il presidente Renzi -ha aggiunto Brunetta-. Primo perché è abusivo, non ha mai vinto le elezioni, ha solo vinto delle primarie taroccate, secondo perché si basa su maggioranze frutto della compravendita politica di parlamentari. Inaccettabile. La mozione di sfiducia del centrodestra unito, alla Camera come al Senato, sarà al governo”.

Della stessa ipotesi Matteo Salvini che tuona contro l’Esecutivo: “Il Pd in Parlamento salverà la poltrona della Boschi. Con quello che hanno combinato lei e Renzi, con gli intrecci oscuri (neanche tanto) fra banche e famiglie, rovinando centinaia di migliaia di risparmiatori, si dovrebbe dimettere. Per quanto ci riguarda, abbiamo già pronta la sfiducia anche al presidente del consiglio con l’auspicio di trovare il sostegno di tutte le opposizioni. Mandiamo a casa Renzi e tutto il suo governo”. 

“Inutile girarci intorno” commenta anche il senatore del gruppo Misto, Francesco Molinari: “con la presentazione della mozione di sfiducia per il ministro Boschi alla Camera, il M5s ha perso un’altra occasione per fare opposizione vera e non solo mediatica. Mi chiedo se il Movimento ci è o ci fa”, ha incalzato. Considerando che il pentastellato Di Maio che ha motivato questa scelta con l’urgenza della calendarizzazione, ha aggiunto: “Per il M5s, quindi, è un dettaglio trascurabile che al Senato il Pd non avrebbe la maggioranza schiacciante e che dunque solo a Palazzo Madama si aprirebbe davvero la partita sfiducia? Senza contare che con questa mossa, Regolamenti alla mano, i Cinque stelle hanno sacrificato sull’altare della visibilità ogni possibilità per i senatori di ripresentare una possibile sfiducia”.”La verità è un’altra – ha proseguito il vicepresidente della commissione Finanze -. Siamo di fronte al classico gioco degli specchi. Un gioco da ormai navigati prestigiatori”. Secondo Molinari, infatti, “la scusa del Senato alle prese con la Legge di stabilità non regge. E’ una toppa peggio del buco. Non a caso – ha concluso – il governo se la ride e tira un sospiro di sollievo, ringraziando il Movimento per la grossa mano d’aiuto”. 

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