Mercoledì, 13 Aprile 2016 13:24

L'eredità di Casaleggio, l'impegno e l'onestà

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ROMA - "Ci sono uomini che campano la propria vita e poi se ne vanno senza lasciare nessun segno del proprio trascorso. Altri invece al momento della dipartita lasciano un solco profondo nella memoria di ognuno.

Questo è il caso di Gianroberto Casaleggio". Il Premio Nobel Dario Fo torna a scrivere sul blog di Beppe Grillo all''indomani della morte di Gianroberto Casaleggio. "A questo proposito - scrive Fo - Ruzzante aggiungeva: ''C'è chi attraversa il grande fiume come se si trovasse stracolmo di vele, e ponendosi, così come ha vissuto, con le braccia spalancate e riuscendo a raccogliere vento in gran quantità come fossero alberi di una nave, così da muoversi col massimo del vigore e comunicare agli altri il proprio intento''. Gianroberto aveva un programma da condividere, e per tutto il suo tempo, con un impegno totale, ha lottato perché quella sua idea andasse in porto". "Certo - ricorda il Premio Nobel - si risentiva quando si trovava accusato di agire per interesse personale, ma era un attimo solo. Appresso riprendeva slancio, teso a realizzare il proprio sogno. E a chi dedicava questa sua fatica? Ai giovani, soprattutto".

''Ma come puoi riuscirci - mi è capitato di chiedergli - se non istituisci una scuola, un luogo dove insegnare ai ragazzi il mestiere di comunicare?''. E Gianroberto - ricorda Fo - mi rispondeva: ''C''è una scuola, la più efficente, ed è la vita, nella quale non basta assistere a quello che succede ma bisogna starci dentro, lottando con sapienza e determinazione''. E aveva ragione. Infatti tutti siamo rimasti sorpresi quando ci siamo resi conto che a sostenere l''impegno di scontrarsi con i mestieranti della politica erano spuntati dei ragazzi e delle ragazze con la faccia pulita e gli occhi di una vivacità tutta nuova". "''Ma da dove vengono? - mi chiedevo - Chi ha fatto loro da maestro?''. ''L''impegno - mi ha risposto Casaleggio - l''impegno e l''onestà degli intenti''. Però bisogna rendersi conto che fra quei giovani decisi a rifiutare l''inganno e l''ipocrisia si sono infilati anche dei mistificatori, pronti, dopo essere stati eletti, a passare armi e bagagli nel gruppo dei politicanti, maestri dell''arraffo". "È un rischio che si corre ogni volta che si applica interamente la libertà. È fin troppo facile - scrive ancora Fo - firmare un impegno con l''idea di non rispettarlo, e approfittare della buona fede degli altri per raggiungere un basso scopo. Il rimedio a questo continuo pericolo è, un''altra volta, l''impegno. Non cedere mai il passo ai furbi e agli approfittatori. E soprattutto non avere mai paura di denunciare la presenza delle termiti per timore di sporcare la credibilità del tuo gruppo. Pietà l''è morta, come dicevano i nostri vecchi nelle lotte di fabbrica".

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