Venerdì, 10 Giugno 2022 14:37

“Il mondo di Riccardo” (2021), documentario di Daniele Frison

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Sessant’anni fa moriva a Torino il magistrato Domenico Riccardo Peretti Griva,

che all’intensa attività in tribunale affiancò un’autentica passione per la fotografia, al punto di lasciare un ricchissimo archivio personale che dalla figlia Maria Teresa e dalla nipote Giovanna Galante Garrone è stato donato al Museo Nazionale del cinema di Torino:

venticinquemila fotografie di ambiente sociale databili dal 1920 agli anni Cinquanta. Questo si deve al fatto che al magistrato Riccardo Peretti, che dopo aver prestato servizio nei vari gradi della magistratura piemontese raggiunse la carica di primo presidente della Corte di appello di Torino, si affianca il fotografo dedito per oltre trent’anni a fissare sulla lastra quello che è stato definito il”mondo di Riccardo”, migliaia di immagini scattate in  tutto il mondo, dalle natie valli di Lanzo alle principali città europee, fino alla Cina e all’India. Era solito dire:” Non lodatemi per una buona sentenza, preferisco sentirvi dire che vi è piaciuta una mia fotografia”.

Il film diretto da Daniele Frison, con la collaborazione di Giovanna Galante Garrone, racconta la doppia vita del magistrato-mago dell’obiettivo con imparziale attenzione. Certo, il cinema è fatto di immagini, e le foto del “mondo di Riccardo” mostrano più il fotografo che il magistrato, che pure merita considerazione: per il suo riconosciuto antifascismo nel 1944 il Comitato Nazionale di Liberazione (CNL) gli aveva conferito l’incarico di capo della Resistenza dei magistrati piemontesi. (Alla presentazione del film all’Anteo palazzo del cinema di Torino erano presenti, oltre alla nipote e storica dell’arte Giovanna Galante Garrone, anche il magistrato e accademico italiano Edmondo Bruti Liberati, ex-procuratore della repubblica di Milano ed ex-presidente dell’associazione nazionale magistrati, e l’ex partigiano Carlo Smuraglia, il presidente onorario dell’Anpi, l’associazione partigiani d’Italia, recentemente scomparso mentre infuriavano le polemiche sulla posizione filo-russa espressa dall’attuale presidente dell’Anpi, da molti invitato a dimettersi). 

Peretti Griva  è stato un magistrato battagliero, al punto di esser definito dagli ambienti conservatori della magistratura un “giudice ribelle” quando emanò la sentenza di annullamento del matrimonio di Roberto Rossellini e Marcella De Marchis che consentì al non ancora celeberrimo regista di sposare l’amata Ingrid Bergman.

Con le testimonianze di magistrati piemontesi, il film di Frison racconta la vita di Riccardo Peretti e illustra la sua opera fotografica, avendo potuto attingere a oltre tremila stampe al bromolio e agli appunti di viaggio alcuni anche inediti. Un doveroso omaggio alla figura di un uomo di cultura e di coraggio: convinto europeista, si è prodigato fino all’ultimo per le idee in cui credeva, da quando in tribunale difendeva gli operai della Fiat in conflitto con l’azienda a quando fotografava le loro case di ringhiera, ricavandone immagini di grande suggestione.

 

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