Tumore al polmone: cala la mortalità tra le donne in Ue

Dopo oltre venticinque anni di crescita quasi ininterrotta, arrivano segnali incoraggianti sul fronte della mortalità per tumore al polmone tra le donne nell’Unione europea.

Le nuove stime indicano infatti una riduzione di circa il 5% nel triennio 2026 rispetto al periodo 2020-2022, segnando una svolta significativa nella storia epidemiologica di questa patologia.

Si tratta dei primi segnali strutturali di miglioramento dopo decenni in cui i tassi di mortalità femminile erano costantemente aumentati, in larga parte a causa della diffusione del fumo di tabacco tra le donne a partire dalla seconda metà del Novecento.

Il ruolo decisivo della prevenzione e del controllo del tabacco

I dati emergono da uno studio pubblicato su Annals of Oncology, che analizza l’andamento della mortalità per tumore dal 1970 a oggi, con stime aggiornate al 2026. La ricerca conferma come le politiche antifumo rappresentino il principale fattore alla base del calo osservato, in particolare nelle fasce di popolazione più giovani.

Secondo gli autori, l’introduzione di misure come l’aumento della tassazione sul tabacco, i divieti di pubblicità, gli ambienti smoke-free e i programmi di supporto alla cessazione ha contribuito in modo sostanziale a ridurre l’impatto del tumore al polmone, non solo tra gli uomini – dove il trend positivo è consolidato da tempo – ma ora anche tra le donne.

Donne sotto i 64 anni in miglioramento, criticità tra le più anziane

Il miglioramento dei tassi di mortalità riguarda soprattutto le donne fino a 64 anni, mentre nelle fasce di età più avanzate i decessi per tumore al polmone continuano a mostrare un andamento in crescita. Un fenomeno che riflette le diverse generazioni di esposizione al fumo e i tempi lunghi che separano l’abitudine tabagica dalla comparsa della malattia.

Il Regno Unito rappresenta un caso emblematico: qui il calo della mortalità femminile per tumore al polmone è iniziato diversi anni prima rispetto alla media europea, grazie a politiche di contrasto al fumo più precoci ed efficaci, anche se i livelli restano ancora superiori alla media dell’UE.

Le stime complessive sui tumori in Europa

Nel 2026, nell’Unione europea si prevedono circa 1,23 milioni di decessi per tumore. I tassi di mortalità stimati sono:

  • 114 decessi ogni 100.000 uomini, in calo del 7,8% rispetto al 2020-2022
  • 74,7 decessi ogni 100.000 donne, con una riduzione del 5,9%

Per il tumore al polmone nelle donne, la mortalità dovrebbe stabilizzarsi intorno a 12,5 decessi ogni 100.000, confermando un trend di progressivo rallentamento.

Fumo, differenze geografiche e nuove sfide

Le differenze tra Paesi restano marcate. In Stati Uniti e Regno Unito le donne hanno iniziato a fumare prima rispetto all’Europa continentale, ma anche smesso prima, con una prevalenza attuale del fumo inferiore al 10%. Nell’UE, invece, il consumo di tabacco resta più elevato, in particolare in alcuni Paesi dell’Europa occidentale.

In Italia, Francia e Spagna le donne hanno storicamente fumato meno rispetto ad altri contesti europei, ma la cessazione è avvenuta più lentamente, con effetti che si riflettono ancora oggi sui dati di mortalità.

Il fumo resta il principale fattore di rischio evitabile

Nonostante i segnali positivi, il tumore al polmone rimane la prima causa di morte oncologica sia tra gli uomini sia tra le donne in Europa. Il fumo continua a essere il principale determinante, non solo per il tumore polmonare ma anche per altre neoplasie, come il tumore del pancreas.

Gli esperti sottolineano come rafforzare e rendere omogenee le politiche di controllo del tabacco in Europa resti una priorità di sanità pubblica. Le misure già adottate hanno evitato milioni di decessi, ma la loro applicazione è ancora diseguale tra i Paesi membri.

La riduzione della mortalità femminile per tumore al polmone rappresenta dunque un risultato importante, ma anche un promemoria: la prevenzione funziona, a patto che venga sostenuta nel tempo.

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