I racconti di Versailles. Mozart e Maria Antonietta. Diciassettesimo. Video

La reggia di Versailles era stata concepita da Luigi XIII come un luogo di ritiro e riservatezza. La sua architettura in origine semplice, modesta e intima, era divenuta magnifica solo con l’avvento di Luigi XIV, il re Sole, che influenzato dalla cultura italiana dei suoi parenti aveva seguito il loro stile rifacendolo in grande, soprattutto […]
Capitolo 6. Ceci n’est pas une pipe: la Peroni del muratore è diversa”

“Una mattina mi son svegliato…”. Cazzo, è la mia solita sveglia che mi dà il buongiorno. Apro gli occhi e da qualche spiffero filtra la luce. Sono le sette, dovrei essere in viaggio per Lugano, incontrare il mio datore di lavoro e rassicurarlo presentandogli tutti i contratti stipulati a Roma. Invece mi sono svegliato in […]
Capitolo 5. Primavalle è il nostro villaggio

Proseguiamo il pellegrinaggio per quel di Torrevecchia, Siamo a metà della strada. C’è una serranda che non è del tutto abbassata, all’interno del locale si vede ancora luce.
I racconti di Versailles. Yolande de Polignac la seduttrice. Sedicesimo

ROMA – La fine del 1775 fu freddissima. La neve aveva coperto di un bianco folgorante Versailles e Parigi. Luigi e Maria Antonietta trascorrevano molto tempo davanti al camino, lui leggendo dossier, lei con la principessa di Lamballe a far piani per rendere interessante la vita.
Monna Lisa

Per il mio trentesimo compleanno i colleghi d’ufficio mi regalarono due biglietti per Parigi. Io a Parigi c’ero stato già due volte, la prima a vent’anni per andare a trovare un amico in erasmus; pochi monumenti, poche foto da turista, ricordo solo una sbronza clamorosa e un feroce mal di testa che mi perseguitò per […]
I racconti di Versailles. La rabbia e le piume. Quindicesimo

Luigi XVI e Maria Antonietta, dopo l’incoronazione, erano ripartiti da Reims con un tempo che si annunciava incerto. Avevano attraversato villaggi perduti tra lande di erica, ginestre e felci, accolti dai rintocchi delle campane e dalle arringhe interminabili dei notabili di provincia orgogliosi dell’occasione in cui pavoneggiarsi.
Io amo scrivere

Ecco, l’ho scritto. Non lo avevo mai scritto prima. In quasi ventiquattro anni avrò scritto milioni di cose … appunti scolastici, numeri telefonici, bigliettini d’auguri per Pasqua, Natale, compleanni vari; ricette di ogni tipo che poi non ho mai realizzato. Però questa frase non l’avevo mai scritta.
8. STANCO (prima parte)

“Che brutta cosa è l’abitudine. Una persona se ne va per sempre e dopo un po’ di dispiacere e di malessere tutto comincia a passare e piano piano si ritorna alla vita di sempre, quasi dimenticandosi della persona che se ne è andata. Soffrire per poi dimenticare e ricominciare a soffrire.
I racconti di Versailles. Un diadema scomodo. Episodio XIV

11 giugno 1775. Il sole sorgeva su Reims quando ebbe inizio il rito sacro. Il duca di Bouillon, gran ciambellano, sentendo bussare, alzò il mento e, impostando il tono, chiese: Chi venite a cercare?
Il caso (prima parte)

In Italia faceva un freddo terribile, la gente era tornata ad essere scorbutica e ad innervosire Orazio appena solo dopo dieci minuti dal suo atterraggio all’aeroporto di Bergamo. Lo aspettavano venti giorni di immersione nella sua precedente vita tanto amata. Orazio salutò così anche uno dei suoi unici amici rimasti al paese dove era nato […]
