6. PAZ (terza parte)

Quanta cattiveria, quante umiliazioni genera il mondo del lavoro, nel quale l’individuo, mosso dalla fame, deve mettere da parte totalmente il suo ego e i suoi valori, per fare quello che gli dice un altro individuo che ha il potere di comandarlo all’interno della rete sociale. Lavorare per qualcuno è il continuo subire violenza.

6. PAZ (prima parte)

  Era l’una del pomeriggio, nessun rumore per casa; Orazio si svegliò e cominciò a pensare a come avrebbe potuto muoversi quei primi giorni, in quanto sarebbe stato ospite di Guille fino a quando non avesse trovato una stanza. “Hola Guille!, come va?”, “Bene Marco, sei pronto per un bel giro per Santiago?

5.…..via! (seconda parte)

La differenza tra un erasmus e Orazio era che il primo sapeva che a gennaio-febbraio sarebbe ritornato alla vita di sempre, mentre il secondo non sapeva a cosa andava incontro e se sarebbe mai tornato, visto che di questo aveva paura. Si perché se non avesse trovato niente per mantenersi a Santiago sarebbe dovuto ritornare […]

5.……Via!

Non cambiava mai nulla, tutto era sempre così schifosamente uguale. A distanza di un altro anno, le cose per Orazio non avevano preso una direzione differente. Era senza vie di uscita, tutto sembrava tenerlo rinchiuso in quella sfera di cristallo, indistruttibile.

Scambio e convenienza (prima parte)

Mi ricordo che Orazio odiava le discoteche, però amava fare festa, andare ai concerti punk e conoscere sempre nuove cose, soprattutto quelle che il sistema voleva tener nascoste. Nei suoi anni precedenti a quelli universitari, Orazio aveva già conosciuto il mondo dello “sballo” fatto di droghe e di alcool, ed ora era cresciuto e non […]

Milano Andata e ritorno. Loc e Pid

Milano, 18 aprile 1975.  E’ tarda sera quando torni al tuo Residence in Via Corridoni, un ex albergone di tredici piani dall’aspetto pretenzioso e dalle stanze molto piccole.

Racconto fotografico. Venti di maggio

SIENA – Il primo maggio 2013 è stato l’occasione per festeggiare la pubblicazione dei “Venti di Maggio” , un libro che narra di una tradizione che sulla Montagnola senese ha messo le radici già da vent’anni. Si va per case e piazze, si canta e si brinda all’arrivo della primavera, alla rinascita. 

Lotta, amore e fantasia

Massimo trentotto anni, precario. Massimo che nella vita ha pensato spesso al piacere. Diplomato in conservatorio con il grande sogno di diventare musicista.