Capitolo 23. Neve a Primavalle

E’ il giorno tanto atteso. Siamo qui, dove tutto ha avuto inizio. In un lurido pub di legno a bere una birra scura che non è niente di che, ma che non possiamo più disprezzare. La saracinesca è tirata giù. L’ingresso secondario è controllato da uno zingaro, il locale è pieno. I ragazzi sono seduti […]
Capitolo 21. Dentro – fuori, la partita del carcere minorile

– Maurice, c’è posta. Per la famiglia Delemberte. Madeleine mi mostra una busta bianca trovata vicino alla porta, mentre preparo la sacca per una partita di calcio organizzata da Noè. E’ senza mittente, né timbro postale.
Capitolo 20. Madeleine, la regina delle farfalle

Madeleine si è addolcita. E’ sempre stata una creatura indomabile e pulita. Intercettarla è stato il premio della mia vita, rincorrerla il fine di ogni mio sforzo. Vederla, il mio pieno di energie. Ascoltarla, la mia audizione universale. Il suo giudizio, le picconate ai miei palazzacci. Confrontarmici, le fondamenta dei miei sogni.
Capitolo 15. Il teatro nella valle. L’amore prende la Bastiglia

Esulta Nené: – Eddaje! C’a avemo fatta! E’ suo il primo passo all’interno della valle dell’Insugherata. Sembra lo sbarco sulla luna. La terra è soffice e le sue impronte sono evidenti. A uno a uno lo seguiamo. Ci sono asfodeli alti un metro. Un signore anziano mette in guardia Madeleine: – Attenta che te taji […]
Capitolo 14. Walk of fame primavallina: affamati di vita camminano verso il linguaggio

L’appuntamento è per le ore 16 in Piazza Millesimo. Ci sono tutti quelli che ho conosciuto e tanti altri ancora. Il Conte suona la vuvuzela, Gino sta legando con una corda la piccola betoniera all’Ape. Dal finestrino della vettura si intravede la testona di Amadou alla guida. I ragazzi del circolo degli Scipioni indossano tutti […]
Capitolo 9. Ascella, l’uomo del bitume che ha incontrato la gentilezza

Un uomo dal viso di bambino eternamente imbronciato. Qualche pelo, lungo, sulle gote, la carnagione scura, la frangia che copre tutta la fronte. E’ grasso, molto grasso, e indossa un completo Michelin, pantaloni, maglia e giubbotto. Ha nella mano destra un panino con la mortadella e nella sinistra la pompa della benzina che contrasta […]
Capitolo 4. Il Flaneur di Torrevecchia

Saluto Amadou e lo seguo. Camminando a passo svelto, ci addentriamo in vicoli e vicoletti, alcuni dei quali non illuminati. Arriviamo di fronte a un muro alto due metri, percorre una stradina che sembra riservata solo ai pedoni.
Stanco (seconda parte)

Orazio quasi ogni venerdì era nervoso, quella “fiesta” da bisogno iniziale era diventata un tormento. La gente durante la “fiesta” alla fine beve, beve, beve, consuma droga e in stati di non coscienza finisce con il rompere i coglioni agli altri. E perché Orazio doveva innervosirsi in questo modo? Chi lo obbligava?
7. IL CASO (terza parte)

Che fare? Orazio era così, non sopportava le ingiustizie, a volte era un po’ idealista, altre volte non si poneva troppo nei panni degli altri, però alla fine il suo istinto lo rendeva libero. E l’amore allora? Orazio con Paz aveva capito che quando due persone stanno a guardarsi negli occhi per ore senza dire […]
7. Il CASO *(seconda parte)

Ma non si può nemmeno poi tanto pensare al futuro in questi termini. Le affezioni provocano questo sintomo di autodifesa dal dolore che porta ad invadere un po’ troppo la vita di un altro individuo. Ma chi può comandare i pensieri? Orazio aveva deciso di abbandonarsi agli eventi che la vita gli proponeva, cercava di […]
