Alice Scialoja

Alice Scialoja

Un viaggio contro inquinamento, ecomostri, cattiva gestione delle coste

Sono 2.430 i comuni con meno di 5mila abitanti che soffrono un forte disagio: negli ultimi 25 anni 1 persona su sette se n’è andata. Aumenta dell’83% la popolazione anziana (oltre 2 anziani per 1 giovane). Quasi due milioni le case vuote, 1 ogni tre non è occupata

Legambiente presenta le esperienze italiane su tutela e gestione di fauna e flora

ROMA - “Il contenimento del consumo del suolo è una priorità nazionale che necessita di norme chiare e strumenti efficaci e il testo approvato oggi alla Camera in prima lettura deve essere modificato al Senato in modo da consolidare quello che deve costituire un passo in avanti per chiudere definitivamente nel nostro Paese l’epoca dei piani urbanistici sovradimensionati, degli abusi edilizi e dei successivi condoni (sono stati 3 negli ultimi 40 anni, 1985, 1995  e 2003)e della sub-urbanizzazione che fa scempio del territorio.”

ROMA - “Dite di no a quell’emendamento, si rischia la corsa al consumo di suolo”. FAI, Legambiente, Slow Food e WWF hanno inviato una lettera questa mattina in cui lanciano un appello ai Relatori Chiara Braga (Commissione Ambiente) e  Massimo Fiorio (Commissione Agricoltura) del disegno di legge in discussione in prima lettura in Aula alla Camera dei Deputati sul consumo del suolo” (ddl n. 2039-902-948-1176-1909-A) e alla Sottosegretaria all’Ambiente Sandra Velo, che per il Governo sta seguendo l’approvazione del testo, perché ritirino il parere favorevole dato - nella seduta del 4 maggio scorso n. 619 - all’emendamento 11.9 su cui è previsto che si voti domani. 

Le mille facce della Regina Viarum raccontate da narratori d’eccezione

Col biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia . Ma il governo blocca gli investimenti nel biometano

ROMA - Un incidente scomodo a pochi giorni dal referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare nel nostro Paese e passato in sordina: una marea nera che si è riversata domenica 13 marzo sulle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia.


Legambiente ha chiesto al Governo di intervenire affinché si faccia chiarezza sull’entità dei danni e sulle responsabilità.In Italia l’unica testata a riportarne la notizia è stato ieri il sito Greenreport, che sottolinea come l’arcipelago delle Kerkennah sia a soli 120 chilometri a sud di Lampedusa.

L’incidente, infatti, è stato praticamente ignorato dalla stampa, escluso qualche sito tunisino che riporta che i ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità della società Thyna Petroleum Services, a cui sarebbe imputabile il danno. E’ stato messo in pratica il programma nazionale d’intervento rapido e, secondo le autorità tunisine, la situazione sarebbe sotto controllo e il danno relativo. Ma per la società civile che risiede sull’isola, di cui sono stati ricoperti di greggio tre chilometri di spiaggia, è invece una vera e propria catastrofe ecologica e sociale. Le conseguenze dell’incidente sono, infatti, drammatiche per la popolazione dell’arcipelago che vive essenzialmente di pesca.mnbnb.jpg

“Non occorrono incidenti del genere per dimostrare che le attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi possono avere un impatto rilevante sull’ecosistema marino - commenta la presidente di Legambiente Rossella Muroni - ma questi episodi drammatici fanno purtroppo da ulteriore monito sulle possibili conseguenze delle attività delle piattaforme. Anche le attività di routine possono, peraltro, rilasciare sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, come olii, greggio, metalli pesanti o altre sostanze contaminanti, con gravi conseguenze sull’ambiente circostante. Senza considerare - aggiunge la presidente di Legambiente, impegnata in questi giorni nella battaglia referendaria a favore del Sì al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni entro le 12 miglia dalle nostre coste - che i mari italiani sono mari 'chiusi' e un eventuale incidente nei pozzi petroliferi offshore o durante il trasporto di petrolio sarebbe fonte di danni incalcolabili con effetti immediati e a lungo termine su ambiente, qualità della vita e con gravi ripercussioni gravissime sull’economia turistica e della pesca”.

 

Dall’entrata in vigore della legge 68 del 2015, contestati 947 reati tra penali e contravvenzionali,  1.185 persone denunciate, 229 beni sequestrati per un valore di 24 milioni di euro. In 118 casi contestato il nuovo delitto di inquinamento, sono 30 i casi di disastro ambientale Rossella Muroni: “Con la legge sugli ecoreati e i nuovi provvedimenti in via di approvazione può aprirsi una nuova stagione di legalità per la riconversione ecologica del Paese”

11 tappe, da Novara a Cosenza, per parlare di rigenerazione urbana e smart city, monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico, sensibilizzare i cittadini e rilanciare tante buone pratiche anti-smog. 

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