Lunedì, 26 Settembre 2016 18:21

“Innocente”: la Weltanschauung di Gerard Depardieu

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ROMA – A Roma per la presentazione di “Innocente” il suo quarto libro, Gerard Depardieu ha cercato di spiegare in italiano il senso del titolo, che sulle prime potrebbe trarre in inganno: “Innocente” non come scampato a un verdetto di colpevolezza, né come modo di vedere la vita, bensì “una maniera di riceverla”.

Scrive Depardieu nel suo saggio: “Etimologicamente l’innocente è colui che non nuoce. Non nuocere. Solo questo va ben oltre quello che oggi le religioni ci fanno vedere”.

Una folla di fan e giornalisti era accorsa alla Feltrinelli per questo grande attore di sessantotto anni, che sprizza energia da tutti i pori. Lui mette nero su bianco: “Sono sempre riuscito a trovare dentro di me una forza, la forza della vita, il mio amore per la vita e per gli altri. Ciò che conta è l’energia. E l’energia è semplicemente non avere paura”.  Questo, in qualche modo, riassume il suo essere innocente nel mondo. Leggendo il saggio di Depardieu s’intuiscono le qualità che hanno contribuito a formare il suo carisma: curiosità estrema, bisogno di agire, apertura verso il diverso, grandissimo lavoro e coraggio. Come anche le sue debolezze: una depressione, che lui accenna appena, che lo spingeva a bere e mangiare smodatamente, cosa che ci stupisce in un uomo di grande successo, benché si sappia che successo non significhi felicità. 

Depardieu ci parla dell’amicizia, dipingendo importanti colleghi a lui legati affettivamente. Del cinema, rimpiangendo l’arte di un tempo, denunciando che oggi tutto, o quasi, sia business. Dei politici senza nascondere il suo disprezzo. Ci parla di ciò che lo tiene in vita: “Mi sento sempre più vagabondo. Più niente mi lega. Posso andarmene in qualsiasi luogo. In ogni momento. Viaggio sempre senza bagagli”, la passione per l’esistenza è più forte di quella per il cinema. Parla del suo rapporto con Vladimir Putin. Dice di non credere nelle civilizzazioni. Infine parla della morte e di coloro che le lasciano la porta aperta. Si definisce uomo che vive nel presente e il presente, per Depardieu, significa eternità.

“Innocente”, è un libro interessante, scorre come un torrente, non è un’opera biografica, esprime la Weltanschauung di Gerard Depardieu, la sua visione del mondo. Attraverso questa confessione, siamo avvinti dal vulcanico temperamento dell’autore, dalla sua impareggiabile e “innocente” sete di esserci: “Quando inizi ad amare ciò che ti faceva paura – scrive – puoi entrare nella fede. La fede non è la preghiera, la fede è la vita”.

Gerad Depardieu

Innocente

Edizioni Clichy

Pag. 163

Euro 15.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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