Sabato, 06 Agosto 2011 20:23

Vasco Rossi. Misteri dal sottosuolo. VIDEO

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Il 6 agosto, poco dopo l’ora di pranzo, sulla bacheca facebook di Vasco Rossi, è comparso questo messaggio: “Guardavo il mondo da un oblò, quello della lavatrice con il quale lavavo i miei panni sporchi. All'oscuro da tutti, o quasi. E così, giravo assieme a quelli nel lavaggio. Com'ero lindo quando uscivo di casa. Con facebook, questa pazza piazza, ho provato il gusto di mettere i panni fuori.

Questo non per dare aria alla bocca delle comari del paesino, i cosiddetti "organi" di stampa, ma per godere della condivisione dell'esperienza e della sensazioni. Non ho paura di parlare delle mie debolezze, visto che, paradossalmente, sono la mia forza. Ho capito comunque che la stampa è veloce nell'informare ma dannatamente ritardata nel comprendere. Non sono depresso... come non mi sono dimesso! D'altronde chi-mi-ca...pisce è bravo”.

 

Il messaggio era una puntualizzazione del precedente, postato 14 ore prima, che, parola di Vasco, diceva: “In questo periodo in cui l’argomento delle  mie condizioni di salute è salito così prepotentemente alla ribalta, approfitto della vostra pazienza per informarvi che: Assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro , studiato da una equipe di medici, che mi mantiene in questo “equilibrio” accettabile. – e qui Vasco cita e ringrazia i dottori a cui sente, a partire dal 2001, di dovere la vita - Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava li per ricordarmi come la vedevo diversa, prima. Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente. E quella  continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza. Un velo opaco, grigio, su ogni cosa. Essere di cattivo umore sempre, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane… mesi.   Sempre”

 

Vasco Rossi ha affidato le memorie dal sottosuolo ai suon fan: modo coraggioso per diventare più umano e meno star, per dire che non è tutto oro quello che luccica, che le nostre debolezze fanno parte della vita e bisogna accettarle. Del resto la psicoanalisi insegna che per chi fa finta di niente sono guai da “rimozione”.   Non sappiamo quali siano le cause che hanno gettato nell’infelicità più profonda un uomo attorniato da cortine di sostenitori e adepti, possiamo solo notare che le canzoni nelle quali si racconta parlano da sempre di una inquietudine esistenziale della quale la musica è veicolo.

 

Danilo Dolci, educatore candidato al nobel, grande assertore della fondamentale importanza della musica come strumento di creatività, di benessere e di pace, a metà degli anni ’80 aveva fatto su Vasco Rossi uno studio approfondito. Gli interessava indagare il perché del successo straordinario di un cantante che raccontava il “malessere” interiore. Ho conosciuto da vicino Dolci e sono testimone che mi domandò a cosa attribuissi il consenso incredibile che riusciva a calamitare Vasco. Allora non seppi rispondere. Con l’esperienza di oggi, oserei supporre che sia perché parlava di problemi in cui i più si identificavano: vale a dire il malessere è generale, malgrado passi inosservato. Danilo Dolci per snidare il virus dell’infelicità, studiava anche Chet Backer, grande jazzista morto per overdose, e con lui una schiera di artisti afflitti dalla droga e dal male oscuro. Dolci non colse mai alcuna contiguità tra musica e droga, si chiedeva soltanto come diffondere la prima e debellare la seconda.

 

Sul binomio rock e stupefacenti, recentemente il sociologo Francesco Alberoni ha scritto dalle pagine del Corriere della sera: "Droga e rock nascono insieme. C'e' un eccitamento nel rock che viene favorito dalle sostanze che consentono di andare al di la' delle proprie prestazioni abituali. Una sfrenatezza che c'e' anche nella discoteca, e nei concerti di cantanti come Vasco Rossi".

 

Vasco Rossi ribatte:" Il rock e' nato come genere musicale di origine afroamericano, con testi che affrontano tematiche sociali in modo profondo e provocatorio. E' il ritmo delle pulsazioni del cuore e il movimento istintivo dell'atto sessuale. Se tutto questo puo' essere legato all'uso delle droghe allora significa che la vita, a cominciare dall'aria che si respira fino all'energia vitale, e' droga”.

 

Personalmente credo abbia ragione a Vasco Rossi. Mi chiedo ancora, e forse ve lo state chiedendo anche voi, cosa manca per essere di “buon umore” a chi ha tanto successo e denaro? Se Vasco Rossi rispondesse seriamente a questo interrogativo, farebbe a tutti un grande servizio.

 

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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