Sabato, 04 Maggio 2013 10:03

Miele. Indagine psicologica sulla morte sentimentale. Recensione. Trailer

Scritto da

ROMA - Per i clienti Irene è Miele, è dolce e professionale. Ma fuori Irene è una ragazza che si è isolata dal mondo: si muove tra il Messico e Roma, tra le montagne e il mare, visita sempre nuovi posti, ma tutto appare uguale, sempre alberghi, aeroporti e corridoi.

Ogni giorno conosce persone, ma non si ferma mai a parlare con nessuno, oppure peggio, mente, s’inventa un’altra vita, lo fa con il padre, gli amici, l’amante, i clienti. Non dice bugie per cattiveria, ma crede di farlo per proteggersi, perché come mestiere Irene aiuta le persone che soffrono, le aiuta a morire. Per lei è quasi una missione, vuole addolcire la loro morte, non per nulla si fa chiamare Miele. E’ un lavoro di merda, lo sa, ma il trucco è seguire un rituale, farsi trasparente. Fino a quando non incontra un cliente speciale: con lui può finalmente fermarsi a parlare, può finalmente riprendere forma.

Per il suo secondo film come regista, Valeria Golino sceglie un tema importante, l’eutanasia, ma il suo non è un film politico, perché si dà per scontato che ognuno abbia diritto alla dignità anche nella morte, quella dignità rivendicata con tanto amore dal padre di Eluana Englaro. Miele è piuttosto un’indagine psicologica sulla morte sentimentale di chi non riesce a vivere, un film toccante, commovente, ambiguo, che parla del desiderio di vivere, perché nessuno vuole veramente morire, tutti chiedono qualcosa in più, qualcosa che vada oltre quegli ultimi due minuti.

Tratto dal romanzo A nome tuo di Mauro Covacich, Valeria Golino ha partecipato anche alla sceneggiatura, e dirige molto bene gli attori, in particolare i protagonisti, Jasmine Trinca e Carlo Cecchi, perfetti nei loro personaggi, i cui moti interiori sono ben sottolineati dalla colonna sonora, dai dipinti e dai paesaggi. Ma nel complesso il film, nel desiderio di dipingere un quadro intimista, si perde forse nelle inquadrature frammentarie e in un finale lungo, troppo lungo, come se anche la Golino avesse avuto paura di mettere la parola FINE.

Da mercoledì 1 Maggio

Cast tecnico
Regia VALERIA GOLINO
Soggetto e sceneggiatura FRANCESCA MARCIANO, VALERIA GOLINO, VALIA SANTELLA
Tratto dal romanzo A nome tuo, di Mauro Covacich, pubblicato da Einaudi
Fotografia GERGELY POHARNOK
Montaggio GIOGIO’ FRANCHINI
Scenografia PAOLO BONFINI

Cast artistico
JASMINE TRINCA: Irene (Miele)
CARLO CECCHI: Ing. Carlo Grimaldi
LIBERO DE RIENZO: Rocco
VINICIO MARCHIONI: Stefano
IAIA FORTE: Clelia
ROBERTO DE FRANCESCO: Filippo
BARBARA RONCHI Sandra
MASSIMILIANO IACOLUCCI: Padre di Irene
CLAUDIO GUAIN: Ennio


Miele - Trailer

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Poesia

El Mimo

Mimo la protesta colorata di sogni di riscossa

Susi Ciolella - avatar Susi Ciolella

La fragile follia

In noi è la visione dell’essere la follia… Le fragili ragioni del cuore un mondo perduto in silenzi in lacrime nell’indifferenza.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Feltrinelli.“Gli inganni di Pandora” di Eva Cantarella. Recensione

L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica.

Alessandra Rinaldi - avatar Alessandra Rinaldi

Sinergie nella «Silicon Valley italiana». A Roma un nuovo «polo aggregativo» tr…

La Formazione Professionale incontra il mondo scolastico,  imprenditoriale, ecclesiale, sindacale e politico

Greta Crea - avatar Greta Crea

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]