Giovedì, 13 Marzo 2014 22:04

Teatro dei servi. Colpo basso. Divertente e di spessore. Recensione

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ROMAHa debuttato al Teatro de’ Servi una pièce interessante e molto particolare, intitolata “Colpo Basso”, scritta dal bravo e prolifico Gianni Clementi e abilmente diretta da Ennio Coltorti, che ne è anche il protagonista. 

La storia si svolge all’interno della “Gladius”, una scuola di pugilato che precariamente continua a operare in una periferia romana assai popolare,  a Tor Marancia!

L’allenatore si chiama Cesare, un ex pugile caduto in bassa fortuna e diventato ormai un traffichino senza scrupoli: recluta ragazzi immigrati e li allena per farli diventare pugili, “aggiustando” incontri per lucrare sulle scommesse e organizzando anche match clandestini a Tor Pignattara e altri luoghi non esattamente raffinati! E infatti, la commedia si avvia con Cesare intento a preparare Yussuf, un ragazzo africano dal fisico possente da poco in Italia, che lui ha convinto ad abbracciare la “nobile arte”del pugilato, piuttosto che continuare a scappare ad ogni inseguimento di vigili come ambulante clandestino. 

Si scopre che Cesare è anche un uomo solo: non ha figli né parenti e conduce un’esistenza fondata interamente sull’arte di arrangiarsi;  è cinico, poco o per nulla istruito, arido di sentimenti.

Ma ecco che un bel giorno in palestra si presenta Giulio, un ragazzo esile e di buona famiglia,  sicuramente inadatto alla violenta fisicità della boxe, ma proprio per questo,  deciso a fortificare fisico e spirito: infatti chiede lezioni di boxe a Cesare, che,  secondo le informazioni assunte dal giovane, è il migliore allenatore di boxe attivo sulla piazza.

Si crea, così, un interessante gioco drammaturgico fra i tre personaggi: Cesare, rozzo e diretto, fa di tutto per dissuadere Giulio, mentre Yussuf tenta disperatamente di cambiare vita  e di migliorare la sua precaria condizione.  Dal canto suo, Giulio, evidentemente ricco e benestante, cerca di farsi accettare da entrambi a suon di quattrini, promettendo aiuti e finanziamenti.  Ovviamente, c’è sotto qualcosa di strano che non convince; ma improvvisamente Cesare ha un malore, Giulio lo assiste e infine gli rivela la sua vera identità: cosa che porterà, quindi, alla conclusione della storia, che ovviamente non vi anticipiamo.  

La commedia è ben scritta e trova molteplici spunti di comicità proprio dalla situazione paradossale che nasce dall’incontro-scontro fra tre persone così culturalmente distanti.  Ne viene fuori una commedia brillante, ricca di battute e dai ritmi frenetici, che però, come sempre nei testi di Gianni Clementi, lascia spazio pure a importanti riflessioni.

Spettacolare la costruzione del personaggio di Cesare, che ci regala Ennio Coltorti,  a cui si deve anche una regia pulita e ben scandita nei tempi. Bella sorpresa ci viene anche del figlio, Jesus Emiliano Coltorti, bravissimo nel ruolo del giovane Giulio. Bravo anche Germano Gentile, attore romano, nella realtà, ma di evidenti origini, il quale con grande abilità riesce a costruire il personaggio dell’immigrato africano. 

Uno spettacolo che vale la pena andare a vedere! 

                   

Fino al 30 marzo 2014

Teatro de' Servi   

Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone) 

Info: 06.6795130 www.teatroservi.it

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

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