Mercoledì, 13 Maggio 2015 13:31

Musical. Torna Jesus Christ Superstar, intervista a Steve Balsamo

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ROMA - Jesus Christ Superstar di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, uno dei musical più rappresentati della storia, su concessione di Really Useful Group, sbarca in Italia, a Salerno, nel prestigioso Teatro Augusteo.

Sarà in scena il 16 e il 17 maggio. La Compagnia della Croce del Sud e Antonio Vincensi, produttore del musical, hanno organizzato questo importante evento con lo scopo di  raccogliere fondi per ilreparto diNeonatologia e Terapia intensiva ad alto rischio dell’Ospedale SS. Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno. Una causa nobile che ha portato a Salerno professionisti di livello internazionale come Steve Balsamo (direttore artistico del musical, cantante e autore italo-gallese, già protagonista nella produzione londinese di Superstar del 1996), Brunella Platania (vocal and acting coach, co-regista dello show e allieva del grande Carl Anderson, il Giuda nel film evento del 1973 di Norman Jewison) e Luca Calzolaro (coreografo e co-regista, primo ballerino della Compagnia Internazionale del Notre Dame de Paris).

In occasione della conferenza stampa presso l’Associazione di studi umanistici Leusso di Roma, ho scambiato qualche parola con Steve Balsamo, in veste di direttore artistico di Jesus Christ Superstar. Steve è stato uno dei più acclamati protagonisti  dell’edizione londinese del musical diretta personalmente dal più grande autore e regista vivente Sir Lloyd Webber. 

Hai interpretato quel ruolo per diversi anni. La stampa inglese scrisse di te: “The Son of God is Welsh” (Il Figlio di Dio viene dal Galles). Qual è il ricordo più felice che hai di quella straordinaria esperienza?

Il ricordo più vivo che ho riguarda il momento in cui sono stato scelto per interpretare Gesù. Mi dissero che c’era un’audizione per una nuova versione di Jesus Christ Superstar. Avevo già cantato “Gethsemane” e così la cantai per Jonathan Greatorex e Jonathan be’… cominciò a piangere. Chiamò subito David Grindrod, il direttore del casting di Andrew Lloyd Webber. Non mi resi subito conto di quello che stava succedendo, sta di fatto che andai a Londra e cantai per David Grindrod e anche lui si commosse per la mia performance, ma in quell’occasione mi disse solo: “Okay”. Aveva selezionato centinaia e centinaia di cantanti prima di assegnare la parte a me. Il ricordo che sempre mi porterò dietro è il momento in cui eravamo rimasti solo in due: io e Zubin Varla, noto per aver interpretato Romeo in Romeo and Juliet al National Theatre di Londra. Ci hanno fatti salire sul palcoscenico per l’ultima audizione. Abbiamo entrambi cantato e poi Andrew Lloyd Webber mi ha afferrato per il colletto e mi ha detto che la parte era mia! Un momento fantastico! Forse il momento più bello dopo la lunga attesa e dopo le dure selezioni. Ma ho tanti ricordi piacevoli di quell’esperienza, ho molto amato Jesus Christ Superstar. C’è tutto in quel musical: amore e ispirazione uniti da un forte impulso creativo.

Cosa ti è rimasto ancora oggi dell’aver interpretato il ruolo di Gesù?

Molte cose. Tuttavia ciò che maggiormente mi è rimasto è la forte sensazione che la vita non finisca qui, che dopo vi sia qualcos’altro e che la nostra esistenza non si limiti a quella terrena. Per quanto mi riguarda, io non seguo alcuna religione tuttavia, quando sono stato scelto per il musical di Andrew Lloyd Webber, mi sono informato, ho letto tantissimo su Gesù e ancora oggi ricordo che la sensazione anche allora era la stessa: la vita non finisce qui.

Aver avuto come regista Sir Lloyd Weber per molti anni ti è servito in questa nuova veste di direttore? Cosa ti ricordi del suo rapporto con gli attori?

La cosa che ricordo maggiormente è la sua capacità di ascoltare e di saper motivare ogni membro del cast. Non solo un grandissimo autore e regista ma un uomo di straordinaria sensibilità.  

Questa esperienza dietro le quinte, non da protagonista, pensi di ripeterla in futuro con Jesus Christ Superstar o altri musical?

Non credo, in realtà il mio coinvolgimento iniziale era marginale, poi con il passare dei giorni sono stato sempre più coinvolto. Ho accettato il ruolo di direttore artistico solo per lo scopo benefico del progetto e per l’amore verso questo musical, ma è un’esperienza che non si ripeterà in futuro.

Tuo padre era di Venezia ed era uno chef. Qual è il tuo piatto preferito?

Gli spaghetti con le vongole! Sublimi. Un piatto in realtà composto da ingredienti semplici un po’ come le canzoni, le migliori sono quelle con accordi semplici destinati a restare nella storia, come Everybreath you take dei Police. Una canzone meravigliosa.  

Una frase per definirti come uomo e come autore.

Un bravo ragazzo che riflette molto.

Hai seguito per mesi le prove di questo spettacolo, hai un’idea precisa di come sarà in scena? Ti somiglierà?

In verità, uno spettacolo teatrale non arriva mai alla sua definitiva forma, è in continuo divenire, una trasformazione di cui il pubblico è parte. Bisognerà vederlo per ammirarne le diverse sfumature.

In Steve c’è qualcosa del protagonista che ha interpretato, c’è dolcezza e consapevolezza nelle sue parole come nel suo sguardo, ci salutiamo ripromettendoci di vederci in occasione della sua prossima visita a Roma, magari davanti un piatto di spaghetti a vongole. 

Testi: Tim Rice

Musiche: Andrew Lloyd Webber

Regia: Steve Balsamo

Regia associata: Brunella Platania e Luca Calzolaro 

Coreografie: Luca Calzolaro

Direzione musicale: Francesco Calzolaro

Interpreti: Francesco Ranieri (Giuda), Fabio Manda (Gesù), Valentina Ruggiero (Maria Maddalena)

Sam Stoner

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