Francesco Pettinari

Francesco Pettinari

Martedì, 28 Febbraio 2017 15:27

Libri. Storie di scuola

Nel vocabolario essenziale, profondamente interiorizzato e ripetuto infinite volte al giorno di Edoardo ci sono, tra le altre, due parole: (s)TORIA e (s)CUOLA. Edoardo è l'alunno che seguo quest'anno, dice TORIA quando desidera leggere una delle sue storie, scritte in comunicazione aumentativa e dice CUOLA quando entra al mattino sulla soglia della porta d'ingresso della scuola, in diversi momenti della giornata per “geolocalizzarsi” fisicamente e, come mi riferiscono i genitori, a casa quando vuole raccontare quello che ha fatto a scuola o per esprimere il desiderio di tornarci, in particolar modo nei giorni festivi.

Giovedì, 07 Luglio 2016 11:06

L’Aquila rinasce?

L’AQUILA - 4 luglio 2016.  Ore 8.15. 

Martedì, 13 Ottobre 2015 08:10

Scuola. Riforma sostegno: cambiare come?

ROMA - Difficile commentare ciò che sta avvenendo riguardo la riforma del sostegno e del relativo concorso che dovrà essere bandito entro il 1 dicembre come è esplicitato nella legge.

Diceva il buon Venditti “quanto sei bella Roma quann’è sera”. E perché, quann’è mattina?

Gentile onorevole Faraone, dopo aver letto l’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, le scrivo questa lettera di risposta per argomentare la mia contrarietà -insieme a quella di molti docenti di sostegno e di pedagogia speciale- al progetto di riforma del sostegno da lei proposto, insieme alle associazioni FISH E FAND. 

Lunedì, 15 Settembre 2014 13:47

Scuola. Tagliano i fondi e la chiamano riforma

ROMA - Basta apparire! Così si intitolava il noto documentario del 2009 dedicato all'analisi del potere della comunicazione e quindi dei mass media nel mutamento sociale-antropologico di una nazione come l'Italia. Ora la riforma della scuola si può decidere di leggerla con le lenti dell'apparenza o con quelle della realtà. Guardando i colori, i caratteri, l'impaginazione accattivante del libello renziano o leggendone  - tra e sotto le righe - gli autentici contenuti.

ROMA - Le nuvole coprono di grigio il cielo serale di una Roma asfissiante quando le varie delegazioni degli abilitati di seconda fascia escono dal palazzo di Montecitorio. Sui loro visi lo stupore, l’incredulità, la rabbia, la delusione si mescolano come colori nell’acqua. Sono stati oltre due ore ad illustrare ai rappresentanti politici di PD, Forza Italia, M5S tutte le criticità di una riforma che, al di là dei fari abbaglianti degli annunci, vuole “estirpare come un batterio” 80.000 docenti abilitati di Stato.

ROMA - L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle ore 14 in piazza Montecitorio. E’ qui che ci ritroveremo noi, gli “invisibili” della scuola, i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di Istituto, completamente ignorati e asfaltati dalla riforma Renzi.

ROMA - Tutto è iniziato con un timido proclama - uno tra i tanti- fatto da Davide Faraone, responsabile welfare e scuola del PD, alla Festa dell'Unità di Bologna una settimana fa: "Stiamo lavorando sulla riforma del sostegno".  In questi tempi, così folkloristicamente conditi di nuovismo e riformismo nostrano, al solo sentire queste parole c'è da mettersi in allarme.

ROMA - Ci avevate promesso, dopo almeno 5 anni di vuoto normativo, un'abilitazione (TFA) con alta selezione in ingresso con i posti basati sul fabbisogno calcolato in base ai pensionamenti: 22.000 posti totali su una platea di oltre 130.000 aspiranti. La promessa non è il ruolo, è doveroso dirlo, ma un canale privilegiato per le supplenze -la seconda fascia di istituto - all'interno della quale ci saremmo stati solo noi per la maggior parte delle supplenze, anche per quelle annuali.

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