Martedì, 07 Marzo 2017 13:35

A Montecitorio esplode la rabbia degli allevatori terremotati. FOTO

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

In piazza contro la burocrazia, contro i ritardi di un processo di ricostruzione che è fermo al palo, indifferente delle sofferenze e dei disagi degli agricoltori e allevatori di Amatrice e Accumoli messi in ginocchio dal terremoto e ora umiliati dalla lentezza esasperante di chi deve decidere e non decide, di chi deve firmare e non firma.

Centinaia di imprenditori agricoli hanno risposto alla chiamata della Coldiretti, presidiando piazza Montecitorio per denunciare, a duecento giorni dalle prime scosse, l’inefficacia della risposta politica all’emergenza terremoto che ha devastato, dall’agosto scorso, campagne, territori e comunità che hanno sempre vissuto di agricoltura e di allevamento. “Una situazione assurda che ha un solo colpevole, la burocrazia, che però non può diventare un alibi per nascondere inerzia e incapacità di chi ha il dovere politico e morale di rispondere al grido di dolore dei nostri soci, dei nostri imprenditori agricoli. Assurdo dover constatare – denuncia David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio – che le poche stalle provvisorie finora montate sono state distrutte dal vento o sono crollate sotto il peso della neve. Abbiamo chiesto di montare ad Amatrice e Accumoli le stalle di legno al posto dei tunnel coi tubolari e le tende, ma ci hanno risposto che non era possibile perché dovremmo aspettare mesi per le firme e per le autorizzazioni del Genio Civile, della Regione, dei Comuni”. Sul palco di piazza Montecitorio sono saliti gli allevatori, per gridare al microfono il loro sdegno, ma non la rassegnazione. “Noi non andiamo via dalle nostre stalle, noi restiamo ad Amatrice. Ma vorrei tanto – ha chiesto Luca Guerrini, allevatore – che qualcuno di quelli che stanno seduti in poltrona, nei palazzi, venisse a passare una notte in tenda o dentro le casette mobili, a diciotto gradi sotto zero. Che ne sanno i politici e i burocrati di come si vive tra le nostre montagne, in mezzo alla neve, camminando tra le carcasse delle pecore morte di stenti. Non chiediamo aiuto, non chiediamo favoritismi. Vogliamo che le istituzioni ci rimettano nelle condizioni di poter lavorare e guadagnarci da vivere col nostro lavoro, come sempre abbiamo fatto”. Il problema dei ritardi della burocrazia mette a repentaglio la sopravvivenza non solo dell’agricoltura, ma anche del turismo, le principali voci dell’economia del comprensorio amatriciano. Sul palco anche i gonfaloni, i sindaci e gi amministratori dei comuni colpiti dal terremoto. 

  

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

labo.jpg

Cerca nel sito

WEB_300X300.jpg

Festival di Cannes

Cannes 71. Cate Blachett: “Quale Presidente di giuria non posso che sentirmi umi…

CANNES - L’attrice australiana Cate Blanchett presiederà la 71ma edizione del festival di Cannes che cadrà nel maggio 2018. “Torno a Cannes dopo anni come attrice e produttrice, per le...

Redazione - avatar Redazione

Cultura

Opinioni

Garrincha e Audrey Hepburn: il giorno in cui morì la bellezza

Per una di quelle strane coincidenze della vita, a dieci anni l'uno dall'altra, ci hanno detto addio Garrincha, funambolo brasiliano così chiamato in quanto i suoi passi in campo somigliavano...

Roberto Bertoni - avatar Roberto Bertoni

Morire come un insetto

La vita media nei paesi sviluppati si è allungata. Per quelli che vivono in Europa o negli Stati Uniti d’America o in Giappone, raggiungere la terza età e oltre è...

C.Alessandro Mauceri - avatar C.Alessandro Mauceri

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011 Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077