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    Lunedì, 22 Febbraio 2016 09:36

    Come funziona il ricorso al Tar? In evidenza

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    ROMA - Un Tar, Tribunale amministrativo Regionale, è un organo giurisdizionale di primo grado specializzato nel settore amministrativo, dunque coinvolto nella lesione di un interesse illegittimo dei cittadini, che possono ottenere la modifica, la revoca o l’annullamento di tale atto.

    Il Tar si trova in ogni capoluogo di regione oppure nelle altre province come sezione distaccata; il ricorso al tar si può presentare nella propria regione solo se gli atti sono della stessa regione, altrimenti ci si deve riferire al Tar del Lazio.

    Per fare  ricorso al tar sono fondamentali tre requisiti:  

    Un avvocato amministrativo, essere dentro i limiti di tempo necessari e avere un motivo valido.

    Per quanto riguarda i limiti di tempo, è fondamentale presentare il ricorso entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’atto che si desidera impugnare, e sempre entro questo limite di tempo il ricorso deve essere scritto e notificato a tutte le parti. Passato questo margine di tempo non è più possibile effettuare tale richiesta.

    Perchè la notifica possa esssere ricevuta da tutte le parti in causa è necessario che questa venga realizzata da un avvocato amministrativo specializzato nel ricorso al tar, che comunichi tale atto all’amministrazione che ha emanato l’atto, all’eventuale amministrazione superiore, e ad un’eventuale persona, se existe, denominata controinteressato (ossia un soggetto a cui l’accoglimento del ricorso potrebbe portare uno svantaggio, come nel caso per esempio del vincitore di un concorso pubblico del quale si chiede l’annullamento).

    Il Tar all’inizio può concedere la “tutela cautelare”, ossia la sospensione dell’atto amministrativo onde evitare un pregiudizio grave alla persona che ha presentato ricorso, il Tar in seguito emette una sentenza che può consistere in un’ammissione od in un rifiuto della modifica, in un annullamento oppure in una revoca dell’atto.

    Avverso le sentenza del ricorso al Tar ci si può rivolgere in secondo grado al Consiglio di Stato, la cui sentenza è definitiva e non prevede alcun appello.

    Ultima modifica il Lunedì, 22 Febbraio 2016 09:36

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