Mercoledì, 24 Ottobre 2018 11:13

Università Tor Vergata. Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche si apre al mondo industriale

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Acquisita la certificazione ISO 9001/2015, nasce il LABCAP e il laboratorio diventa 4.0 

ROMA - Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” apre le sue porte e si propone al mondo industriale in una veste innovativa che rappresenta di fatto una vera e propria svolta epocale:

il raggiungimento della certificazione in conformità con lo standard internazionale ISO 9001/2015 e la realizzazione di un laboratorio che ne rispecchia i processi organizzativi e che ricalca perfettamente i parametri della nuova impresa 4.0.  

Un risultato, quest’ultimo, indispensabile per accrescere ulteriormente le tematiche della didattica e della conoscenza in un’ottica di sicurezza e sostenibilità e la capacità universitaria di adattarsi al mondo esterno, ma anche e soprattutto per contrastare un fenomeno diffuso, ovvero la cosiddetta “fuga dei cervelli”.  

“Il LabCap di Tor Vergata è ora una realtà certificata; - precisa Paolo De Matthaeis, responsabile gestione e qualità Labozeta Spa - un traguardo ambizioso e distintivo che ha portato a descrivere processi e procedure in linea con un Sistema di Gestione Qualità riconosciuto a livello internazionale. Due giornate di controlli e revisione hanno promosso a pieni voti il giovane Team dedicato al LabCap. I criteri e le metodiche descritte nel Manuale sono state inserite in un’attività  costante di controllo e misurazione con lo scopo principale di offrire un servizio  analisi controllato utile. Sostenibilità e dinamicità sono stati i punti di forza di questo risultato.  Il Certificato - conclude De Matthaeis - è l’emblema di un lavoro di squadra coeso e affiatato”.  

Difatti, ci sono voluti ben dieci mesi di intensa preparazione in attività che hanno modificato i processi organizzativi e le attività gestionali con l’aiuto di collaboratori esterni, nuove capacità manageriali sommate alla conoscenza accademica, l’individuazione di un team affiatato di dieci autorevoli ricercatori, molti dei quali già riconosciuti e premiati a livello internazionale,  e una gran voglia di mettersi in gioco. Sono questi gli ingredienti che ha sapientemente messo in campo la Prof.ssa Silvia Licoccia che a fine ottobre, dopo due mandati consecutivi come direttrice del dipartimento, lascerà questa importante eredità al prestigioso ateneo romano di Tor Vergata e passerà il testimonial al nuovo Direttore del Dipartimento, Prof.ssa Valeria Conte che, come vicedirettore, ha intensamente partecipato alle attività condotte sino ad ora.  

“Questo risultato – dichiara Licoccia – non sarebbe stato possibile senza la collaborazione della nostra Amministrazione, ma soprattutto senza la capacità, dimostrata dal team interdisciplinare che ha partecipato, di affrontare coraggiosamente nuove sfide e di proiettare l’Università in un ambito ben più ampio della ricerca e delle formazioni puramente accademiche”.    

Un’attività iniziata nel gennaio del 2018 e conclusasi dopo aver affidato la verifica e la valutazione dei criteri gestionali, nonché l’attribuzione dei processi messi in atto ad uno dei più importanti enti certificatori a livello nazionale: il CSQ, il cui risultato finale è stato quello di zero non conformità, ovvero riconoscendo al Dipartimento il massimo del punteggio e certificandone la qualità dei metodi adottati in cinque distinte aree di specializzazione: spettroscopia, elettrochimica, HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione), NMR (risonanza magnetica), SEM (microscopia elettronico a scansione).  

Un risultato legato indissolubilmente al laboratorio LabCap, il cui obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza agli operatori modificandone i comportamenti non corretti e quindi pericolosi che possono produrre situazioni altamente rischiose e assicurare un altissimo grado di sostenibilità, contenendo gli sprechi da un punto di vista energetico.  

Insomma, un laboratorio “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”, ovvero (Smart), che diventa lo strumento facilitatore in grado di esprimere, nella sua modalità operativa, il linguaggio del mondo industriale, attraverso l’adozione delle nuove tecnologie abilitanti  che trovano riferimento nell’impresa 4.0.  

Il percorso di sviluppo continuerà con il programma di digitalizzazione dei processi, con il potenziamento di quelli gestionali supportati dai propri paradigmi che ben rappresenta la quarta rivoluzione industriale. 

Alessandro Ambrosin

direttore responsabile

www.dazebaonews.it

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