Domenica, 12 Febbraio 2017 12:00

I mafiosi scarcerati, effetto dei mali della giustizia italiana

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Una delle poche guarentigie che, a mio giudizio, sono rimaste in un Paese “sfasciato” come il nostro, è il fatto di vivere ancora in uno Stato di diritto.

Piaccia o no purtroppo, le regole sono queste e vanno rispettate e applicate a tutti indistintamente: boss, corruttori, evasori e rapinatori. Se si gioca una partita a calcio, il fallo in area determina il rigore per entrambe le squadre e non per una si a l’altra no. Ecco perché non mi stupisce che i boss che lasceranno in questi giorni il carcere lo faranno nel rispetto delle regole. Premesso questo, però occorre domandarsi: quali sono gli effetti di tale discrasia e perché questo accade? Gli effetti sono devastanti, basti pensare a chi ha denunciato e rischia di vedersi sotto casa il boss mafioso che invece dovrebbe stare in carcere. Sul perché questo accade, le motivazioni sono molteplici. In Italia in questo momento le regole o mancano o sono inadeguate, di conseguenza, la giustizia non procede come sarebbe auspicabile. Affinché la giustizia funzioni, è necessario che sussistano mezzi adeguati (più magistrati, più personale amministrativo, informatizzazione seria). A tali necessità non è data priorità da parte dello Stato. Ora, purtroppo, i quattordici mafiosi, prossimamente liberi, avranno tempo e modo di dimostrare di essere potenti e in grado di bypassare la legge. Chi invece ha denunciato assistendo alla loro scarcerazione sarà fortemente sfiduciato e creerà sfiducia nei potenziali nuovi denuncianti. Al netto della certezza che ciò accadrà a volte, mi chiedo se non sia arrivato il momento di mettere mano a nuove leggi più efficaci e più stringenti in settori quali quelli del crimine organizzato, della corruzione e dell’evasione fiscale solo per citarne alcuni.  Mi viene in mente ciò che, tempo fa, un addetto ai lavori mi disse: raramente un mafioso cambia stile di vita. Se vogliamo porre rimedio a tali aberrazioni, è improrogabile affrontare una seria riforma della giustizia e nuove leggi realmente efficaci nella lotta alla dilagante criminalità che ammanta il nostro Paese.

 

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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