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Giovedì, 14 Novembre 2013 11:50

StopBiocidio organizza un flash mob sotto l'ufficio del Commissario Sottile. LE FOTO

Scritto da

ROMA - Stamattina comitati e realtà sociali attive contro discariche e inceneritori nel Lazio hanno dato vita a un'azione dimostrativa sotto gli uffici del Commissario Speciale all'emergenza rifiuti della Regione Lazio Goffredo Sottile.

Gli attivisti hanno depositato davanti all'ingresso dell'edificio di Via Cavour 6 alcuni sacchi di spazzatura e srotolato uno striscione con la scritta “Gestione Emergenziale? Ci rifiutiamo!” per manifestare la propria opposizione alla gestione emergenziale dei rifiuti e al modello di smaltimento basato su discariche ed inceneritori e sostenere la manifestazione di sabato 16 novembre a Napoli, StopBiocidio #fiumeinpiena, che porterà in piazza cittadini e comitati di tutta la Campania e di altre regioni impegnati in difesa della salute e dei territori. Alla fine dell'azione simbolica, che si e' svolta in maniera pacifica, una decina di attivisti sono stati strattonati e identificati dalle forze dell'ordine.

LE FOTO DI GIUSEPPE MATESE
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Questo il comunicato diffuso durante l'azione:

“Emergenza rifiuti” è un concetto fuorviante che nasconde l'incapacità delle amministrazioni locali di gestire il ciclo dei rifiuti secondo logiche virtuose: riduzione alla fonte, riciclo, compostaggio, porta a porta. La chiusura della più grande discarica di rifiuti tal quale d’Europa, Malagrotta, avrebbe dovuto rappresentare la fine di un modello di gestione del ciclo dei rifiuti insostenibile, non l’inizio di un’emergenza. La prassi consolidata dell'accentramento di pieni poteri nella mani di un commissario speciale (nel caso del Lazio, Goffredo Sottile) si è tradotta poi nella possibilità di derogare alle normative ambientali, favorendo interessi economici ormai consolidati nella gestione dei rifiuti. 

Nel frattempo, le dinamiche di sacrificio dei territori della provincia di Roma costretti dalle decisioni commissariali ad accogliere l'enorme quantità di rifiuti proveniente dalla capitale, hanno dato vita alle lotte delle comunità locali contro le devastazioni ambientali e la messa a repentaglio della salute. L’opposizione all’inceneritore di Albano, alla discarica di Cupinoro e a quella di Falcognana, lo stato di emergenza ambientale di Colleferro e della Valle del Sacco, la situazione della stessa area di Malagrotta per cui andrebbe avviato un serio percorso di bonifica e riqualificazione sotto controllo popolare, le preoccupanti notizie riguardanti lo sversamento di rifiuti tossici nelle province di Latina e Frosinone, testimoniano le dimensioni del disastro ambientale laziale e del rischio sanitario ad esso connesso. Solo per citare un esempio, lo studio ERAS della Regione Lazio evidenzia un anomalo incremento di tumori ed altre malattie nelle popolazioni che vivono nel raggio di 5km da discariche e inceneritori.

Per questo ha senso anche nel Lazio, come sta avvenendo in Campania, parlare di Biocidio per indicare che di rifiuti e attività industriali inquinanti ci si ammala.

In tal senso, la manifestazione del 16 novembre a Napoli, alla quale parteciperanno da Roma attivisti delle diverse realtà locali attive sul tema dei rifiuti, rappresenta l'opportunità di costruire un'opposizione unitaria al sacrificio dei territori e l'avanzamento di modelli alternativi di gestione dei rifiuti e dei territori stessi."

 

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