Controlli, tutela ambientale e reciprocità commerciale: la sfida per difendere il patrimonio agroalimentare italiano.
L’agricoltura italiana conserva il primo posto nell’Unione europea per valore aggiunto, come confermano i dati Istat sul 2025. Un primato che richiama una responsabilità: proteggere il patrimonio di produzioni certificate, agricoltura biologica e biodiversità attraverso politiche capaci di tenere insieme economia, ambiente e salute.
La qualità, tuttavia, richiede verifiche continue. Il prestigio di una denominazione e l’origine di un alimento non esauriscono la valutazione della sua sicurezza e del suo impatto ambientale.
Sicurezza alimentare: contano i controlli
Le rilevazioni del sistema europeo RASFF documentano pericoli legati a microrganismi patogeni, micotossine, residui di pesticidi e metalli pesanti. Le notifiche segnalano criticità da affrontare, ma il loro numero, isolato dai volumi commercializzati e dall’intensità dei controlli, non basta a classificare la sicurezza dei prodotti di un Paese.
Servono laboratori attrezzati, tracciabilità e informazioni comprensibili ai cittadini. La legge 21 aprile 2026, n. 75, che introduce nel Codice penale il capo sui delitti contro il patrimonio agroalimentare, rafforza il contrasto alle frodi. La sua efficacia dipenderà anche dalle risorse dedicate alla prevenzione e alla vigilanza.
Mercosur e sostenibilità: la reciprocità va dimostrata
L’accordo UE-Mercosur mantiene gli standard sanitari europei per gli alimenti importati, come precisa la Commissione europea. Il punto decisivo è verificarne l’applicazione e affrontare le differenze nelle condizioni produttive e nelle tutele ambientali.
La stessa esigenza deve orientare i rapporti con gli Stati Uniti e con ogni partner commerciale. Proteggere suoli, foreste e biodiversità richiede coerenza lungo tutta la filiera: i vantaggi economici degli scambi devono accompagnarsi a garanzie verificabili sulla sostenibilità delle produzioni.
Difendere l’agroalimentare italiano significa quindi investire in ricerca, controlli e responsabilità condivise. La qualità diventa un vantaggio duraturo quando tutela insieme chi produce, chi consuma e l’ambiente da cui dipende il nostro cibo.



